Nightmare – Nuovo incubo (W. Craven, 1994)

Heather Langenkamp, l’indimenticabile protagonista di Nightmare – Dal profondo della notte diretto da Wes Craven, vivrebbe pacificamente la propria vita tra lavoro e famiglia, se non fosse per un maniaco che la minaccia telefonicamente…

In breve. Piccolo capolavoro meta-cinematografico, che non ebbe mai il successo nè la popolarità che meritava, non fosse altro che sei episodi sono tanti, il pubblico si stanca facilmente e la verve si era forse esaurita da tempo. Eppure è il ritorno alla regia del compianto Wes Craven, che riprende in mano le redini della sua creatura e, con un tocco di classe, lo riporta nella sua reale dimensione, privandolo soprattutto delle componenti pacchiane volute da altri registi. Da non perdere.

Non credo di conoscere un altro horror in cui gli interpreti arrivino a confondersi così apertamente con i personaggi che li hanno resi famosi: in qualche modo, se non soprattutto, è un monito alla popolarità fine a se stessa, capace di divorare la tua vita privata, un po’ come (con toni diversi, ma con background simile a quello di Craven) ha espresso David Cronenberg nel suo Map to the stars. L’idea originale che i personaggi invadano la vita reale degli attori, del resto, non è nuova: avrebbe dovuto essere alla base di Nightmare 3 (1987), ma non venne mai realizzata forse perchè considerata prematura, o troppo avveniristica. Non mancano, del resto, in questo Nightmare – Nuovo incubo elementi spaventosi, specie sulla scia di un inedito “realismo”; la Langenkamp, per intenderci, era davvero perseguitata da uno stalker all’epoca, e due settimane dopo la fine delle riprese avvenne realmente il terremoto di Los Angeles raccontato nella storia.

Contestualizzando, sono passati tre anni dall’ultimo episodio della saga di Freddy Krueger, siamo a metà anni novanta e, per quanto siano di moda i cult seriali (Hellraiser e Venerdì 13 su tutti), non sembra avere senso continuare ad uccidere e resuscitare il mostro nato dieci anni prima. Craven non gira un seguito, bensì mostra uno spaccato di vita del cast che si sta girando un episodio della serie, chiama gli attori e la crew (incluso se stesso) col proprio nome, e vira continuamente registro senza far capire allo spettatore dove finisca la finzione e dove cominci la realtà. Nei titoli di coda, per dire, arriva ad accreditare Freddy Krueger nella parte di “se stesso”.

In effetti il film non presenta titoli di testa: inizia”brutalmente” col gusto meta-filmico di far perdere punti di riferimento allo spettatore, conferendo così all’opera un sapore documentaristico decisamente spiazzante. Poi questo “Nightmare – Nuovo incubo” non scivola nell’horror concettuale o autocelebrativo perchè presenta ritmo, colpi di scena e soprattutto si avvale della regia di un maestro, per cui rientra a pieno titolo tra gli horror più significativi del periodo.

Per chi volesse tuffarsi nella croni-storia del personaggio, trovate su questo sito le recensioni di tutti i film “ufficiali” della saga (ad esclusione dei vari spin-off): Nightmare – Dal profondo della notte, Nightmare – La rivincita, Nightmare – I guerrieri del sogno, xNightmare – Il non risveglio, Nightmare Il Mito, Nightmare La fine.