Invaders (T. Hooper, 1986)

David scopre che un’astronave aliena è atterrata dietro la collina vicino casa sua: lentamente gli extraterrestri prenderanno possesso delle menti dei suoi cari e degli esseri umani fino all’inatteso finale…

In breve: remake a tinte vagamente horror di uno dei più celebri leitmotiv del cinema di fantascienza. Ingiustamente snobbato dai più, da riscoprire.

David Gardner (Jimmy nella copertina del DVD) è un bambino americano affascinato dalla fantascienza e dagli UFO; è anche piuttosto incompreso, a scuola come in famiglia, a parte da parte del padre con il quale condivide la passione per l’astronomia. Una notte si sveglia a causa del rombo di un’astronave aliena, atterrata dietro la collina, ma i genitori non fanno in tempo a vedere nulla e non credono alla sua storia. Tutto il film è quindi incentrato sul mutato comportamento da parte degli uomini che circondano David, e che – a cominciare dal padre, a finire con i poliziotti o la sua maestra – fanno scatenare il classico leitmotiv sci-fi anni 50: un singolo solitario che nota qualcosa di strano, che non viene creduto e che è destinato a soccombere a causa conformismo della maggioranza crescente, che si adegua lentamente ai “nuovi padroni”. La stranezza notata, se ci fosse bisogno di dirlo, è rappresentata da parenti, amici e conoscenti di David che iniziano a comportarsi in modo diverso: il pubblico lo sa, e la tensione sale proprio perchè nessuno crede all’incredibile storia, e finisce per rimanere a sua volta soggiogato. Non male neanche la componente horror, anche se solo accennata: su tutti l’enorme disgustoso “cervellone” alieno, il risucchio delle vittime sottoterra e la maestra che divora una rana viva. Le interpretazioni rendono piuttosto inquietanti gli alieni che si impadroniscono delle menti delle persone, mediante un’operazione al collo che lascia una ferita piuttosto visibile e simbolo inequivocabile dell’ “infezione”: il tutto è collocato in uno scenario tipicamente anni 80 degno de “I confini della realtà“.

“Niente paura, siamo della polizia: vogliamo soltanto aiutarvi…”

Remake del classico di culto “Gli invasori spaziali” del 1953, Hooper vi fornisce una buona prova registica, e cambia leggermente il finale dell’originale rendolo decisamente più inquietante. Alcuni dettagli della storia appaiono poco credibili visti oggi, come quelli tratti dalle comuni teorie complottistiche sugli UFO diffuse da decenni: esse faranno sorridere per l’ingenuità con cui i protagonisti ci credono. Si tratta comunque di un archetipo della fantascienza, una base di conoscenza fondamentale che molti danno per scontata nella cinematografia e nella cultura popolare, ed a cui sembra essersi ispirato Matt Groening, per citare un esempio noto, per alcuni personaggi di Futurama. “Invaders”, disponibile in DVD “Multivision” in qualità non eccelsa, fu inesorabilmente snobbato dal pubblico come dalla critica, e tacciato di essere un b-movie da due soldi: forse per la trama in sè, forse per alcuni dettagli evidentemente puerili (ma c’è un motivo preciso per questo, come si vede alla fine). Si tratta invece di un’opera piuttosto gradevole che ho sempre rivisto con piacere, pur dovendone evidenziare alcuni limiti che lo accomunano, per intenderci, ad un buon numero di abusati stereotipi. Il punto di vista del protagonista, non dimentichiamo, è per buona parte quello di un bambino che “vede” la storia, e che ricorda quella – descritta in modo decisamente più incisivo e “politico” – da John Carpenter in “Essi vivono”. Sono quindi sostanzialmente d’accordo con chi ha scritto che il film “non presenta pregi particolari, ma che tutto sommato è in grado di farsi voler bene“.

“Povero piccolo umano…”

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Invaders (T. Hooper, 1986)
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