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Sinossi fittizia di Profondo rosso in stile dadaista

In misteriosi caleidoscopi di chelidonie cinguettanti, “Profondo Rosso” risuona!

Zigzag

zampilla la zuppa di sangue al sapore di zolfo zuccherino, sibilano spettri sfrontati, cricchiolanti cinguettii cerulei celano crudeli confetti. Un’onda di ululati, cri cri cinguettii, e furtive fiammeggianti fuochi fatui si fondono in una danza dei dervisci. Fasce fosche franano, pazzi pigiami pallidi, onde ostiche ostentano opere ostrogote. Un salto scomposto, scarabocchi sferzanti sfrecciano sotto l’ombra obliqua dell’onnipresente occhio ovale. Gocce galoppano, grottesche gufate guizzano, il gorgoglio galante garba in grottesche ginestre. Trilli tattici turbinano, tintinni teneri, terzine traballanti trascinano tra le tenebre. Crepitii sorridenti, crisalidi sonnacchiose s’infrangono sulla scena silente. Una sinfonia sinuosa, sensuale e serrata, scandisce segreti svelati sulla scia del sussurro di sirene sornioni. Un turbinio turbolento, tumultuose tempete tremano tra le trame tricromiche dei tralci turchesi. E nel prato pregno di prisma, profondo rosso palpitante palpita!

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