Un pericoloso virus sviluppato in un laboratorio viene rubato, ed inavvertitamente si diffonde trasformando le persone in esseri mostruosi: clinicamente morti e dall’aspetto deforme, ma con capacità di muoversi, uccidere, divorare altri uomini e parlare. Il gruppo dei soliti survivor cerca di combatterli…In breve. Criticatissimo apocrifo con pretese romeriane, davvero carente sotto vari punti di vista ma capace, se visto con lo spirito giusto, di suscitare qualche sensazione positiva. Ogni bravo recensore di horror trash si è fatto le ossa descrivendo tutti gli aspetti negativi del “ghiottissimo” Zombi 3, trascurando così quel poco di positivo che il film vorrebbe possedere. Per i fan dell’orrore è, a mio parere, un capitolo imperdibile nel bene e nel male.

Quella videoteca… Circa quindici anni fa, con l’ausilio di una piccola connessione 56k, scoprii un favoloso sito di film dell’orrore (che, se ricordo bene, doveva essere questo) che non conoscevo. Fermo a considerare, prima di allora, che gli unici horror esistenti fossero quelli di Carpenter e di Romero, quelli insomma che ad orari improponibili la TV si degnava di passare, scoprii Hooper, Fulci, Fragasso, e tutto il resto dell’universo. E quella locandina, con la donna che urla e la gigantesca mano contaminata, mi rimase impressa: ricordo perfettamente era presente nella videoteca assieme ad altre chicche del terrore come la videocassetta di Lucio Fulci de “…L’aldilà!”, che finii per fittare più di una volta. Forse mi impressionò, probabilmente quella locandina riuscì ad impressionarmi e questo vale anche adesso, nonostante i fiumi di parole spesi contro questa pellicola, che ne hanno decretato il sostanziale fallimento.

E, tanto per metterlo nero su bianco, credo che questo film non sia (badate bene) la schifezza totale che ci hanno presentato per anni, anche se di fronte a certi errori non posso che sparare sulla crocerossa. Sul film.Zombi 3” è stato girato nelle Filippine, e sceneggiato da Fragasso/Mattei sulla base di una rielaborazione del notissimo “Virus – L’inferno dei morti viventi” (come spiega l’autore stesso negli speciali del DVD): si tratta di uno script prettamente basato su azione, sparatorie e scazzottate, che deve qualcosa al capolavoro “Zombi” di George Romero, e dal quale evoca (e presumibilmente omaggia) il celebre finale. Il film è attribuito a Fulci, ma è plausibile che non sia affatto tutta farina del suo sacco e che gli sceneggiatori abbiano messo più di uno zampino dietro la macchina da presa: contrariamente alla leggenda che abbiamo letto sui vari siti, il DVD Nocturno attesta che il nucleo principale dell’opera è di Fulci, ed è stato semplicemente allungato, non rimaneggiato, da Fragasso in seguito. Il livello di splatter è discreto ma neanche esaltante, e per qualche motivo si indugia sui dettagli macabri molto meno del previsto: personalmente non avevo mai visto uno zombi movie in cui si inquadrano le scene clou così da lontano (escludendo il primo O’Bannon, ma quello è decisamente un’altra storia).

Zombi 3 è l’ennesima variazione sul tema che, tutto sommato, avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare decisamente accattivante, anche perchè il cast non è affatto male e nemmeno la storia fa così schifo (…se solo si fossero decisi a scriverla decentemente). (s)cult. Se non fosse per l’elevata dose di improbabilità del film stesso, e per il suo richiamare in modo piuttosto pesante un altro horror molto sottovalutato negli anni (mi riferisco a “Il giorno degli zombi”), staremmo a dire che sì, Zombi 3 è stato fatto in modo confuso, ma nel frattempo è potuto diventare un cult. E invece no: la storia viene considerata giustamente incoerente, caotica e ai limiti del penoso, così come alcune sequenze ricadono nel ridicolo involontario: vedi la testa umana che sbuca fuori dal frigo (dal frigo?) seguendo una linea orizzontale (!), sfidando buonsenso e gravitazione newtoniana, e facendo sembrare che sia la cosa più normale del mondo averne una lì, manco fosse una lattuga. Ha ragione chi sostiene che si tratta di un film raffazzonato, girato forse in assenza del buon Lucio (purtroppo malato già all’epoca), ed in cui ad es. la pianificazione della lavorazione giornaliera avveniva spesso su iniziativa degli attori stessi.

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Difficile anche dare torto a chi fa notare che la spiegazione stessa dell’intreccio sia contraddittoria: se il virus è fatto in laboratorio ed “si dissolve nell’aria” come ci viene detto, come mai ‘sto benedetto flagello ha contagiato gli uccelli fuoriuscendo da una ciminiera? E poi il contagio non avveniva forse tramite il sangue e le ferite, come ci dicono dopo circa mezz’ora? Perchè qualche personaggio prima di diventare zombi mostra di avere sete ed altri invece no? Questo ed altri dilemmi affliggono sadicamente lo spettatore, il quale dirà senza esitazione che “Zombi 3” è un film da scansare come la peste, ammesso che riesca a finirlo di vedere. Tutto sommato. Ora pero’ liberiamoci della spocchia tipica dei recensori, e notiamo ora i lati positivi. Probabilmente fisica e chimica non erano materie troppo avvezze agli sceneggiatori, ma se riuscite a guardare oltre tutto questo (e ci vuole uno sforzo titanico per farlo, me ne rendo conto), esistono realmente: ebbene sì.

Prima di tutto la caratterizzazione quasi perfetta di militari e scienziati, oltre l’idea ecologista alla base del racconto ed il clima sanamente complottista che lo avviluppa. Non mancano spunti originali come l’esperimento iniziale di rianimazione, gli uccelli-zombizzati (!) e soprattutto la bella idea del DJ, che informa la popolazione su quello che accade e commenta in stile noir la catastrofe (voce fuori campo). Ciò cita probabilmente la sequenza analoga de “I guerrieri della notte” (nowhere to run, nowhere to hide…), e meriterebbe un “pollice su” anche solo per questo. Abbiamo poi la conferma che gli zombi che schizzano velocemente sono un’invenzione tutt’altro che americana, così come l’idea del neonato morto vivente appare piuttosto originale (riproposta senza citazione ne “L’alba dei morti viventi” del 2004, l’apocrifo zombi-movie di Zack Snyder). La conclusione – che mi permetto di “bruciare” in questa sede – vede lo speaker che è diventato anch’egli un mostro, ed annuncia una sorta di “Anno Zero” nel quale gli zombi domineranno il mondo. La scena viene contrapposta all’etica dei sopravvissuti che, di rimando, giurano resistenza ad oltranza, ed il film si conclude su questo curioso mood battagliero. È forse la prima volta in vita mia che recensisco un bel finale, seppur con tutti i limiti del caso, che fa da appendice ad un film dotato di così scarso potere attrattivo.

Conclusioni. Si vive felici senza aver visto questo film, ma di certo non danneggia la salute mentale più di altri suoi epigoni (spesso tacciati di “cultismo” un po’ a vanvera). C’è da puntualizzare che i deformi esseri di Zombi 3, esattemente come in Lenzi, non sono esattamente morti viventi ma vittime di un contagio che ne altera le funziona vitali: la cosa irritante è che la malattia contamina a casaccio, nel senso che su certi umani scatena un istinto di violenza e cannibalismo, mentre su altri fa solo venire voglia di camminare come gli zombi di “Thriller“. Misteri della fede: Zombi 3, con i suoi piccolissimi pregi ed i suoi grossolani difetti, fa venire un po’ di tristezza per quello che sarebbe potuto essere, se solo fosse stato girato in modo più organico e se ci avessero risparmiato tante chiacchiere sul presunto significato di alcune scene. È una tristezza equiparabile a quella che provo adesso, quindici anni dopo, quando ripasso da quella videoteca “magica” e scopro che ne è rimasto nient’altro che un magazzino vuoto.

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25/11/2011