20 horror sottovalutati negli ultimi 17 anni

La promessa di questa lista vuole essere chiara dall’inizio: niente horror di serie Z, niente suggerimenti che potrete leggere in qualsiasi altro blog di cinema, niente classici (per ovvie ragioni di originalità della lista), niente film che avrete visto in TV infinite volte.

Dopo aver visto quasi 1000 horror – di cui la metà sono stati (e vengono tuttora) pazientemente recensiti in questo sito – credo che una lista dei migliori 20 dal 2000 in poi fosse arrivato il momento di tirarla fuori. Spero davvero che vi piaccia e vi aiuti a riconsiderare seriamente un genere che, purtroppo, ad oggi viene preso troppo poco seriamente o snobbato per via delle apparenze poco credibili o violente (che sono quasi sempre, peraltro, solo una faccia della medaglia).

Che dite, iniziamo?

Ju-On (2000) – Horror indipendente distribuito inizialmente solo sul mercato home video, da non confondersi con il remake americano “The grudge“: tutta un’altra storia in termini di atmosfere e paura. Intenso, essenziale e privo di sbavature: un vero cult, anche perchè non banalissimo da reperire, almeno fino a qualche tempo fa. Su Amazon trovate sia il cofanetto con il DVD singolo che la trilogia.

Jeepers Creepers (2001) – Un film molto poco valutato, forse perchè calato in una realtà tipicamente americana (e con riferimento ad un mostro che sembrerebbe “nativo” del luogo), è in realtà un horror molto ben costruito che possiede, oltre ad una serie di pregi, quello della brevità. Ottantiano nel modo giusto, ma in grado di essere apprezzato anche dal grande pubblico. Per la cronaca Jeepers Creepers (letteralmente le “cose che strisciano sulle camionette“) evoca il titolo di un brano di Armstrong. Si trova a prezzo abbastanza contenuto su Amazon ma anche, abbastanza spesso, nei cesti di DVD in offerta dei vari negozi.

Non ho sonno (2001) – Sono quasi vent’anni che ci affanniamo a ripetere che Argento non è più lui, dimenticando quello che forse è il suo miglior film degli anni recenti: cupo, sinistro e con la giusta dose di splatter, strizza l’occhio ai precedenti lavori (in particolare a Profondo rosso, che viene rielaborato e rivisitato senza riciclare nulla) e vanta un livello di tensione difficilmente eguagliato in seguito. Se non l’avete ancora visto, è ora di provvedere: su Amazon c’è in una originale versione olografica del DVD.

The experiment (2001) – Un film anche qui poco considerato ma molto intenso, incentrato sulla storia di un gruppo di volontari imprigionati in un carcere a scopo di sperimentazione, e che pagheranno presto le conseguenze della propria permanenza. Forse qualche tempo prima che la moda blanda del “Grande Fratello” (inteso come squallida parodia di quanto profetizzato da Orwell) si consolidasse, questo film mostra le mostruosità dell’animo umano con perizia e la giusta dose di claustrofobia. Adatto a quelli che “sì ma i mostri non mi spaventano”, anche qui è facilmente reperibile su Amazon (spesso a pochissimi euro, con un po’ di fortuna).

Cabin Fever (2002) – Se siete rimasti shockati in positivo da The green inferno, non potete non aver visto il primo Eli Roth: brutale, molto diretto e privo di fronzoli (e con una parvenza new metal, come personaggio, assolutamente da non perdere). Che il regista avesse talento lo si capisce chiaramente da questo Cabin Fever, lavoro un po’ dimenticato nella sua filmografia che merita, invece, una certa rivalutazione – per quanto si tratti di un horror abbastanza nella media. Anche qui si trova facilmente a prezzo stracciato.

La casa dei 1000 corpi – La fama di Rob Zombi è legata molto pesantamente a questo film, che ha inaugurato la sua gloria registica per quanto non un consenso unanime; se per molti gioca con generi che conosce a menadito e possiede idee anche abbastanza originali, per altri è uno sterile riciclo che non porta a nulla di interessante. Di certo questo film non lascia indifferenti, ed è sicuramente uno di quelli da riscoprire, assieme al sinistro Le streghe di Salem.

Calvaire – Questo film del regista belga Du Welz (poco noto per varie ragioni, soprattutto di marketing) è una vera sorpresa nel suo genere: parte da presupposti quasi banali, per poi degenerare in una storia da incubo come poche se ne sono viste sullo schermo. Se non l’avete mai visto, anche qui vi suggerisco di colmare la lacuna quanto prima: e mi raccomando, non illudetevi di assistere al solito “già visto” (la sensazione è quella, almeno all’inizio) finchè non sarete arrivati almeno a mezz’ora di film. Se volete gustarvi il DVD, lo trovate qui.

Marebito – Altro film davvero sorprendente che suggerisco a tutti di guardare: è un horror giapponese diverso dal solito, privo dei soliti spiriti maligni e delle solite vittime che tendono a morire nei soliti momenti. Occhio a reperire la versione italiana, visto che molte sono in inglese o giapponese.

Noroi – Nonostante la tagline di apertura quasi scontata (“Questo documentario è ritenuto troppo inquietante per una visione pubblica” ) vi garantisco che questo film sa ben raccontare una storia in stile falso-documentario, con grande consapevolezza dei mezzi e con buona scelta di storia, personaggi ed ambientazione. Una versione riveduta, arricchita e corretta del criticatissimo Blair Witch Project, del tutto privo di quell’approccio ma in grado di valorizzare un falso-documentario come si deve.

Strange Circus – Nessuna persona che l’abbia visto vi potrebbe consigliare a cuor leggero un film come Strange Circus, che è certo riduttivo definire solo horror: è un film completo, una vera mazzata di shock, incentrato sui traumi infantili subiti dalla protagonista, il tutto senza ricorre ad alcun mostro o vampiro perchè la violenza domestica era abbastanza.

Autopsy – Probabilmente uno dei migliori e più abili a capitalizzare le poche risorse a disposizione tra gli horror recenti: imperdibile per la situazione che vivono i protagonisti, per lo scenario solo apparentemente poveristico e per la tenebrosa quanto insolita protagonista. Se amate l’horror in tutte le sue declinazioni, sono 15 euro ben spese a mio parere.

A serbian film – Una vera mazzata nelle gengive (cinematograficamente parlando), anche piuttosto a tradimento per via del contesto pornografico che lo rende attrattivo (è la storia di un attore porno convinto a girare il suo ultimo film); ma questa è solo una parte della storia. Violentissimo, disturbante (raramente qualcuno si è spinto a questi livelli), con un sottotesto politico non banale ed con almeno un paio di scene in cui sarà impossibile non coprirsi gli occhi con le mani: in Italia non ha mai goduto di distribuzione, e molti maliziosi dicono che non è un caso. Se si regge e si sa interpretate, vale la pena scoprirlo (abolendo qualsiasi trasporto emotivo nella storia, disumana come poche): non certamente per tutti. Anche qui, occhio alla versione: la maggioranza di quelle su Amazon sono censurate (il finale è talmente tagliato da risultare confuso, a quanto dicono) o sono in serbo o in francese ed inglese. Il mio suggerimento è di preferire una uncut in inglese ad una cut qualsiasi, perchè non ha molto senso, diversamente.

The girl next door – Brutale messa in scena che evoca “Stand by me” da un lato e le ciniche sevizie del succitato “A Serbian film” dall’altro. Ma qui la vicenda non segue il ritmo avvicente del racconto di King, e la violenza non sottintende alcuna metafora politico-sociale: si tratta di una spiazzante rappresentazione fondata sulla realtà (il soggetto è ispirato ad un pazzesco fatto di cronaca), a tratti surreale, senza una vera motivazione e con qualche “crepa” narrativa romanticheggiante nel finale. Impossibile, in ogni caso, restare indifferenti ad una simile carovana di orrore quotidiano: non per tutti neanche qui, ma è un buon film.

The house of the devil – Il sottoscritto non ha mai amato il genere satanico (per motivi che vanno soprattutto legati alle convinzioni personali, e per una sorta di scetticismo implacabile che mi caratterizza: per me nulla è più spaventoso della realtà, in molti casi); questo film pero’, assieme a The Omen e pochissimi altri, è l’eccezione sovrannaturale che conferma la regola. Fa paura, e cattura nel modo giusto l’attenzione dello spettatore, omaggiando lo spirito degli anni ’70 e riesce pure ad innovare. Da non perdere.

A l’intèrieur – Prende spunto dalla rivolte delle banlieue parigine per raccontare una storia molto ancorata alla realtà, e decisamente spaventosa. À l’intérieur omaggia senza fronzoli (e senza inutili autocelebrazioni) almeno due classici della storia del cinema (il Romero più famoso, ed il Carpenter più popolare) e, per la sua fortissima personalità, è probabilmente uno dei migliori horror recenti mai realizzati.

Martyrs – Altra perla del new horror francese in voga fino qualche anno fa, è la dimostrazione tangibile di come sia falso e superficiale l’assunto per cui non esistano più i “cari vecchi film horror di una volta”; semplicemente, questi film recenti non sono abbastanza pubblicizzati, o peggio vengono snobbati aprioristicamente da troppi fan. Singolare storia thriller ad innesco multiplo, convulsa ed avvincente e ricca di momenti decisamente forti (non sarà facile guardarlo per intero). Il punto da focalizzare non è tanto nell’osare o nel trasgredire chissà quale tabù, quanto nell’immettere in circolo un messaggio molto preciso e, a suo modo, ancora rivoluzionario e disturbante. Il “gioco” di Laugier sembra essere quello di estremizzare l’idea di martirio, e questo è il risultato.

V/H/S – Tacciato di banalità e sottovalutato ingiustamente da buon parte del pubblico e di certa critica, questi corti tematici di vari registi horror possiedono invece potenzialità enormi, a differenza dei seguiti un po’ per amanti del genere. Soprattutto il primo episodio è davvero considerevole, e non poteva mancare in una lista di horror recenti da riscoprire. Su Amazon si trova abbastanza facilmente, stavolta.

The ABCs of death – Antologia di horror non sempre all’altezza, ma per alcuni episodi vale davvero la pena, e se vi piace l’horror ne rimarrete gradevolmente colpiti (tra humor nero, trovate geniali ed altre forse più banalotte). Vale anche per il secondo gruppo di episodi della serie, sempre in media e non per tutti gli episodi. Su Ebay con un po’ di fortuna si può reperire un cofanetto con entrambi i DVD (della Koch Media; assicuratevi sempre che ci sia la lingua italiana), ideale per una maratona di horror a raffica.

The butterfly room – Un capolavoro: rielaborando con stile gli stereotipi del cinema di genere anni 70/80, Zarantonello realizza un saggio dell’orrore immenso, ricco di emotività, mai prevedibile e con un cast da brividi (Heather Langenkamp, Camille Keaton, Barbara Steele, Julia Putnam: tutte madrine dell’horror settanta e ottantiano). Il risultato è un film che resta impresso nella memoria, e sorprende per stile e contenuti. Uno dei film horror che ho amato di più tra quelli usciti negli ultimi anni; anche stavolta, occhio a prendere la versione in lingua italiana (questa).

Baskin – Concludo questa maratona del terrore (in cui, un po’ a malincuore, ho preferito escludere film non disponibili nè in italiano nè in inglese, e ce ne sarebbero stati da citare) con questa piccola perla che ho scoperto praticamente per caso da un cesto di DVD in offerta. Un film del 2015 in cui si racconta della notte infernale di alcuni poliziotti, costretti a fronteggiare un nemico apparentemente invincibile e, forse, anche qualcos’altro di meno tangibile. Soprattutto per appassionati di horror senza remore, con livello di gore abbastanza alto. Su Amazon ve lo tirano dietro a pochi euro, almeno finchè non uscirà rimasterizzato per collezionisti o chissà che altro.