Maniac Cop – Poliziotto sadico (W. Lusting, 1988)

Un poliziotto di stazza enorme uccide innocenti a casaccio: la polizia brancola nel buio, e sembra nascondere qualcosa…

In breve. Chi lo ricorda? Un film probabilmente nell’oblio per i più, ma di grandissimo valore: intreccio tra poliziesco e horror-slasher, racconta la storia di un agente di polizia psicopatico che uccide apparentemente senza motivo. Cresce la diffidenza della popolazione verso le autorità, e lo spettatore è coinvolto in una storia senza respiro.

Cult diretto dall’esordiente William Custig, ma realizzato (produzione e soggetto) da parte del Larry Cohen che ha diretto “Cellular“, “In linea con l’assassino” e il mitico “The stuff – Il gelato che uccide“: ritmo e storia da poliziesco, con linguaggio da horror ottantiano puro. Il poliziotto sadico massacra la popolazione, ed attenta alla vita di alcuni colleghi, mentre la storia riesce a coinvolgere lo spettatore fin dai primi istanti: notevoli i momenti di tensione, mentre la natura del bestione protagonista viene delineata da tratti oscuri.

Splendido il personaggio di Tom Atkins, il poliziotto dal volto umano, eccellente anche Bruce Campbell (La casa) e di tutto rispetto il cast in generale; tipicamente ottantiane le musiche, tanto che nelle buie scene metropolitane sembra che l’ispettore Callaghan debba uscire fuori da un minuto all’altro. Piacerà agli amanti dell’horror e, probabilmente, anche a quelli del poliziesco esplicito anni 70. Un po’ confusa la storia dei titoli italiani: il primo episodio della saga è Maniac Cop – Poliziotto sadico, seguito da Maniac Cop – Il poliziotto maniaco (orig. Maniac cop II) e da Maniac Cop 3 – Il distintivo del silenzio. Un film da riscoprire.

Come può la popolazione difendersi se non è informata sul fatto che uno degli agenti di questa città potrebbe essere uno psicopatico, il cui intento è di uccidere senza motivo delle vittime innocenti?