Cigarette Burns (Masters of Horror, J. Carpenter, 2005)

La classe non è acqua, basterebbe dire questo. Forse il suo definitivo “canto del cigno”, dato che evoca lo stesso modo di fare horror che lo rese famoso ne “Il seme della follia”, da cui il regista ha tratto più di uno spunto stilistico. In esso si narra la storia di un cinefilo, Kirby Sweetman, che è tormentato dai ricordi della ragazza morta e del padre di lei con il quale ha contratto un debito enorme. Per risollevarsi accetta di cercare un film introvabile, “La Fin Absolute du Monde“, realizzato da un eccentrico regista e proiettato una sola volta in un festival europeo, a seguito del quale si scatenò un raptus omicida collettivo tra gli spettatori. Un oggetto di culto, un vero e proprio feticcio cinematografico bramato da moltissimi appassionati che pero’ sembra ne abbiano pagato le conseguenze con la vita. Alla fine, dopo una estenuante ricerca che gli farà incontrare anche un cinico e pericolosissimo attore di snuff movie, Kirby riuscirà a reperire il film recandosi a casa della moglie del regista. Nel frattempo la visione del film provoca allucinazioni a chiunque ne venga in contatto, nelle quali si vedono chiaramente le bruciature di sigaretta sulla pellicola che servivano, storicamente, ad avvisare il macchinista che la “pizza” doveva essere cambiata. Non appena il committente avrà ottenuto quello che desiderava, inizierà un macabro valzer di morte (esattamente come successo in precedenza), che vedrà la morte collettiva di tutte le persone coinvolte nell’intreccio, e l’angelo che il regista aveva utilizzato per la partecipazione al film, ed al quale taglia realmente le ali, si riprenderà ciò che gli appartiene. Un film davvero notevole, intenso ed indimenticabile per il grande Maestro dell’horror americano.