H.P. Lovecraft: Autobiografia di uno scrittore da quattro soldi, edito da Mattioli1885

Il libro Biografia di uno scrittore da quattro soldi ripercorre la vita dello scrittore di Providence, evidenziandone aspetti meno noti ricavati da alcuni scritti inediti di suo pugno. Il primo aspetto che emerge dalla lettura è l’enorme umiltà dell’uomo come scrittore, a cui piace addentrarsi nella propria storia editoriale partendo dai primissimi scritti, concepiti quando aveva pochissimi anni d’età e in gran parte perduti o distrutti (tra i quali vengono salvati La bestia nella caverna e L’alchimista).

L’amore primordiale per i libri, a partire dall’adorato Le mille e una notte, da’ il via alla produzione letteraria dell’autore, non prima di rimanere affascinato dallo studio della scienza e dell’astronomia. C’è tempo per raccontare della genesi dei suoi racconti più belli, tra cui una menzione particolare meritano, secondo H. P. Lovecraft stesso, Il colore venuto dallo spazio e La musica di Erich Zann. Molte note biografiche riguardano il suo stato cagionevole di salute, che ne condizionò la socialità per tutta la vita, ed il trasferimento per un breve periodo a New York, da lui vissuto come un autentico incubo.

C’è ampio spazio per vivisezionare la filosofia che guidò lo scrittore di Providence, dettata dalla necessità di superare quelli che vengono definiti, nel testo, gli irritanti limiti di tempo, di spazio e delle leggi naturali. Sono gli stessi che aveva studiato fin da ragazzo, in effetti, e la sua letteratura potrebbe pertanto definirsi una continua tensione verso l’assoluto e la riconquista di nuove frontiere. L’uomo lotta soprattutto contro il tempo, considerata la dimensione più spaventosa in assoluto dell’esistenza umana.Questo spiega almeno in parte la genesi irrazionale delle creature che popolano i suoi mondi, le stesse sembrano violare le leggi della natura nelle modalità più indescrivibili. A riguardo, del resto, basterebbe citare quella descrizione vertiginosa e autoconclusiva presente ne Il richiamo di Cthulhu:

fu inghiottito da un angolo in muratura che non avrebbe dovuto esserci: un angolo acuto, che si comportava come se fosse ottuso.

Come scrivere una storia, secondo H. P. Lovecraft

Lovecraft in alcune delle sue lettere, peraltro, dispensa suggerimenti per la scrittura e racconta la genesi delle sue opere: che partono da un’idea che si traduce in azione drammatica, in cui inizialmente il tempo assume la dimensione dominante (stilare una scaletta in ordine cronologico), poi scriverne una seconda in ordine narrativo (dove il tempo, a questo punto, potrebbe diventare relativo, anti-causale, ucronico e via dicendo), infine scrivere la storia con una certa autoindulgenza, almeno in questa fase.

LEGGI ANCHE:  I blogger cercano visualizzazioni: facciamo pace con questa idea

Lovecraft sottolinea inoltre come possa essere necessario non rimanere ancorati all’idea originale, bensì farla evolvere in modo naturale, e poi rileggere quanto scritto badando soprattutto a sintassi e corretta sequenzialità degli eventi. Soprattutto, Lovecraft sostiene che Non bisogna mai dare il prodigioso per scontato, suggerimento che certi registi horror del passato avrebbero probabilmente dovuto cogliere meglio.

Il libro contiene inoltre i preziosi e suggestivi taccuini lovecraftiani, in parte già presenti in altre edizioni di difficile reperibilità (ad esempio l’ormai raro, probabilmente fuori catalogo, Diario di un incubo, edito da Oscar Mondadori), che annotano sensazioni, idee, a volte utilizzare per sviluppare storie altre rimaste sospese. Ci sono gli appunti da cui nasceranno Il miraggio dello sconosciuto di Kadath, ad esempio, ma anche l’idea stessa del Necronomicon, il libro innominabile che venne partorito, a quanto risulta, dalle storie di fantasia che ascoltava da suo nonno da ragazzino.

Citiamo a mo’ di esempio veri e propri microracconti quasi auto-conclusivi, come Un uomo non vuole dormire, non osa dormire, e prende delle droghe per rimanere sveglio. Alla fine si addormenta e succede qualcosa. che si potrebbe accoppiare con Un uomo sogna di cadere, è trovato spappolato al suolo come se fosse caduto da un’altezza abissale (viene quasi in mente Freddy Krueger), Una mano scolpita o artificiale strangola il suo creatore, Un uomo fissa un appuntamento con un vecchio nemico, muore, ma il cadavere si reca lo stesso all’appuntamento. Le note sono numerose, ne sono riportate esattamente 221, e meritano una citazione almeno altre due, di quasi derivazione horror ottantiana: i sogni di un uomo creano in un’alta dimensione un vero e proprio mondo semi-folle di sostanza quasi materiale e soprattutto quello dedicato all’entomofobia: Degli insetti o altre entità aliene assaltano un uomo e penetrano nella sua mente: questi comincia ad avere ricordi strani o esotici.

L’ultimo capitolo del libro è dedicato, infine, al testamento dettato da Lovecraft, redatto tra la fine del 1936 e l’inizio del 1937, dal titolo Istruzioni in caso di decesso. Foto di copertina: Dominique Signoret, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

Il nostro voto
Cosa ne pensi?
[Voti: Media: ]