Donnie Darko (Richard Kelly, 2001)

Problematiche sociali, viaggi nel tempo ed incomprensioni per l’incredibile storia di Donnie…In breve. Film splendido ed enormemente sottovalutato: più discusso che visto, assolutamente da riscoprire.

La storia di un adolescente americano contro un mondo che cerca di propinargli felicità a buon mercato. Se preferite, la parabola dell’incomprensione generazionale, dell’isolamento dell’individuo, del rifiuto dei dogmi, degli insegnamenti stereotipati per intraprendere la lunga e non indolore strada per costruire pratiche di vita a misura d’uomo, vivibili e reali. Mescolando realtà ed incubo come nel miglior Lynch (ma Kelly non è ovviamente ai livelli del genio di INLAND EMPIRE), si materializza un film ricco di spunti suggestivi, e dotato di una trama multi-livello, complicata dal fatto che pare vi siano di mezzo più (?) realtà alternative con gli stessi personaggi. Molti elementi dell’ intreccio sono rimasti volutamente vaghi e indefiniti, e nessuno ha mai fatto chiarezza, mentre probabilmente chiunque guarderà il film si potrà fare un’idea precisa e molto personale.

Perchè dovrei piangere per un coniglio come se fosse umano?

Stai dicendo che l’estinzione di una specie è meno tragica di quella di un’ altra?

Ma certo… il coniglio non è come noi. Non ha storia, libri, fotografie, non prova rimpianto o tristezza… e poi, mi scusi professoressa, a me piacciono i conigli, sono carini e arrapati, e quando uno è così è probabile che sia felice! Non si sa chi è, non si sa che cosa viva a fare, vuole solo fare sesso, quanto più sia possibile, prima di morire.

C’è di tutto all’interno di Donnie Darko: la teoria dei Wormhole, alcuni richiami a Stephen Hawking sui viaggi nel tempo, le immancabili dimensioni parallele, la curva spazio-temporale e chissà quanto altro. Tutto questo, probabilmente, ha tenuto un po’ alla larga gli amanti del cinema “leggero”, a maggior ragione del fatto che il tutto è inserito in un contesto horror (il mostruoso Frank, uomo-coniglio), ma credo sia riuscito a distanziare anche parte degli amanti del terrore schietto e semplice, quello alla Carpenter o alla Romero, visto che Donnie Darko si presta comodamente ad ampie speculazioni fisico-filosofiche senza le quali, di fatto, diventa impossibile discutere del film stesso. Jake Gyllenhaal, nerd crepuscolare (cit.) con spiccata propensione alla ribellione contro il mondo esterno, si risveglia in un campo da golf con dei numeri scritti sul braccio: 28:06:42:12. Rientrato a casa si scopre che il ragazzo soffre di sonnambulismo, ed il caso ha voluto che uscendo da casa di notte sia scampato ad una morte orribile: il reattore di un aereo, del quale non si capisce la provenienza, è precipitato giusto nella sua stanza. Nel frattempo Donnie inizia a soffrire di allucinazioni, e vede Frank,un uomo che calza un grottesco costume da coniglio che sembrerebbe colui che gli ha salvato la vita.

Da vedere almeno una volta nella vita in versione uncut (quella del DVD).