5 film ambientati in Giappone da riscoprire


Il cinema giapponese è straordinario, secondo me, ed il gioco di riscoperta è quasi infinito e decisamente stimolante; per molti versi, peraltro, molti lo considerano (a torto) un mero vezzo da intellettualicinefili, che spesso relegano questa dimensione al solito horror sovrannaturale che punta quasi tutto sul jump scare. Non è così, per fortuna, e questa micro-rassegna di cinema ambientato in Giappone proverà a dimostrarlo.

Uzumaki

C’è questo antico villaggio in Giappone nel quale, misteriosamente, iniziano ad apparire delle spirali: l’ispirazione è tratta dal manga horror di Junji Itō, risalente a fine anni 90 e qui piuttosto ben reso all’interno di un film. L’ambientazione restituisce un mondo dai contorni indefiniti, macabri e minacciosi ed è essenziale per lo svolgimento della trama; intreccio in cui, alla fine dei conti, i tre personaggi al centro della storia sono ben caratterizzati quanto possenti, travolti dalle spirali e dalla loro evidente voracità. La spirale ha, di suo, una valenza ipnotica e surrealista, e si presta alle intepretazioni più svariate, oltre ad essere un leitmotiv sfruttato indirettamente anche da Alfred Hitchcock ne La donna che visse due volte.

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La città incantata

Forse è “il” film giapponese per eccellenza: per quanto Miyazaki non rientri tra i miei registi preferiti (Porco rosso, pero’, guardatelo lo stesso, se non l’aveste ancora fatto), La città incantata è profondamente espressivo ed altrettanto significato rispetto alla cultura giapponese in toto. È anche uno dei film di questo paese ad aver riscosso maggiore successo di botteghino, con alcune singolarità di tutto rispetto: la singola espressione “tagliare la linea“, che si sente ad un certo punto nella versione italiana, fa riferimento ad una sorta di “in bocca al lupo”, di quelli da esprimersi con le dita incrociate. Nell’originale giapponese pare che l’espressione esatta sia en-gacho, molto più articolata e profonda di quanto possa sembrare nella realtà, e che può avere molteplici significati: tagliare l’amicizia con te, non voglio parlarti più, non avvicinarti oltre. Per chi volesse organizzare un viaggio in Giappone, non appena sarà possibile farlo, questo film è un must assoluto, da vedere e rivedere.

Senza cercarlo troppo lontano, La città incantata è disponibile in streaming su Netflix.

Kill Bill Vol. 1

L’omaggio di Tarantino al cinema di arti marziali è ben noto, e all’interno della recensione troverete tutti i dettagli del caso: per la verità il regista ha omaggiato i film di kung fu ambientando buona parte delle scene cruciali in Cina, non certo in Giappone. Ma non possiamo fare a meno di citare, in questo ambito, la presenza del Rainbow Bridge, il celebre ponte sospeso che si vede anche in Lost in Translation, che viene attraversato in modo da Beatrix in una delle scene più intense e memorabili del film.

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Tokyo Gore Police

Come suggerito dal titolo, è ambientato in una capitale futuristica quando decadente, caratterizzata dai toni tipici delle pellicole distopiche sulla falsariga di Robocop: una perla horror splatter dai toni grotteschi (ed alquanto satirici contro certa società giapponese), in cui vediamo la protagonista Ruka (un’agente di polizia di Tokyo) combattere contro gli Engineer, sfruttando qualsiasi mezzo a disposizione ed avendo cura di evocare, nel farlo, tutte le sottoculture underground possibili e immaginabili. Ci sono vari richiami al cyberpunk, ovviamente, ed il film richiama una versione carnevalesca, esplicita e spettacolare del mitico Bad Taste di Peter Jackson.

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Tokyo Fist

Lungi dall’essere il miglior film di Tsukamoto, è la boxe usata come metafora di alcune relazioni sociali, forse in maniera parzialmente ovvia, sicuramente troppo ordinaria rispetto alla fantasiosa produzione media del regista. Nel film vediamo più volte un girantesco ring in cui i protagonisti continuano a darsele bellamente e di santa ragione: l’ambientazione nella metropoli giapponese è quasi incidentale, ma serve a conferire il senso di alienazione indotto dalle grandi città in generale.

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