Il centipede umano (First sequence) (T. Six, 2009)

Uno scienziato pazzo rapisce turisti allo scopo di tentare un singolare esperimento, ovvero un centipede umano…

In breve: difficile dare una valutazione sintetica in assoluto. A quanto si sente in giro per metà degli spettatori risulterà indigesto ed inguardabile, per l’altra metà sarà un’esperienza insolita (dire “piacevole”, in questo caso, è decisamente improprio).

La storia si sviluppa nel momento in cui due ragazze americane si perdono in un bosco della Germania (quanto tuo zio ti diceva “alla tua età non sai nemmeno cambiare una gomma” aveva un po’ ragione…) ed incontrano casualmente, invece del principe azzurro, un vecchio chirurgo misantropo di nome Josef (sic). Questi, senza pensarci troppo, narcotizza le due ragazze e le assicura a dei lettini da ospedale, il tutto allo scopo di tentare un incredibile esperimento: realizzare un centipede umano, una specie di gigantesco insetto-umano che coinvolge anche un terzo ragazzo. Non è difficile immaginare come abbia intenzione di collegare i tre sventurati, visto che il suo “sogno” è che la creature disponga di un’unico apparato digerente. L’operazione viene dettagliatamente descritta mediante appositi lucidi alle tre vittime, che tentano ripetutamente la fuga e dovranno alla fine sottoporsi a questa tortura, di cui il lato strettamente chirurgico, descritto con dovizia di particolare, è espressione grottesca e delirante di un destino quasi peggiore della morte.

Quello di The human centipede è – potremmo dire, senza timore di blasfemia – un sostanziale body-horror, privato della vena tecnologica cronenberghiana ed avvolto in una spirale di cinismo e disgusto senza limite: Six riporta la carne alla carne, riduce dei corpi nudi a bestiame da macello e senza, per questo, voler intendere alcun sottotesto sociale (almeno in apparenza, come invece ha fatto in modo eccellente ed altrettanto disgustoso A serbian film). Se si volesse parlare di originalità, si potrebbe tranquillamente farlo: il problema è che comunque emergono un po’ di limiti, più che altro concettuali: ok, va bene il disgusto, l’orrore esplicito, la perversione feticista come metafora di sopraffazione, ma serve dell’altro altrimenti il rischio noia è dietro l’angolo.

Il film passa inesorabile, con alcune sequenza insolitamente indigeste e si attende la fine del film, freneticamente, come una sorta di liberazione. Tom Six non possiede nulla dell’eleganza di Cronenberg, s’intende, tantomeno credo che aspiri a nulla di proprio del canadese, ma il punto è anche un altro: quando si evocano certe cose, a mio avviso bisogna avere le idee fin troppo chiare, delinare storie, scrivere sceneggiatura che spieghino la storia dei personaggi. Questo, come detto, viene fatto solo in parte, pero’ intendiamoci: “Il centipede umano” non riesce ad essere un film pessimo (nonostante la valutazione scarsina di IMDB, e non solo), e nemmeno a diventare un cult tra qualche decennio (…o magari sì). Ripeto, non è un film da scansare, ammesso pero’ che abbiate lo stomaco di ferro e siate molto amanti dell’horror più estremo. Uno dei tanti film che, come avviene nella tradizione consolidata nei decenni, dice tutto senza, alla fine, dire nulla, confinandosi in un limbo comunicativo che ti fa chiedere ma che cazzo ho visto?

Ovvio, è un film da evitare nei dopo cena con gli amici che al massimo hanno visto “La macchina infernale“, non è certamente un film per famiglie, non è un horror per bambini (non ha nulla di favolistico: è realismo puro, quanto disgustoso nella sua maniacale descrizione medico-chirurgica. Il regista ha avuto un vero chirurgo come consulente: sì, questo fa molto Cronenberg. Non è assolutamente un film da cineforum, e basta leggere una mitica intervista al regista che afferma candidamente but it’s for fun per capirlo.

Se poi volete fare gli intellettuali fuori corso all’università, ve ne basti una: due vittime sono americane, una è giapponese mentre il cattivo è tedesco (ovvio, vero? it’s only for fun). Ma poi stop: piazzare dei fondali luminescenti, risaltare il camice del medico in un’atmosfera chirurgica e piazzare un’aquila nazista nella sua casa è un po’ pochino per urlare alla metafora simbolista del secolo. Chiaro che l’horror non ne ha bisogno per forza, pero’ in questi casi se ci fosse giustificherebbe certe efferatezze, che evocano certo torture porn molto istintivo, tipo Grotesque.

Josef – il medico folle, non spiega perchè agisca in quel; sappiamo che è affetto da varie forme di perversioni, di cui quella sadico-feticistica gioca un ruolo da padrone, ma il discorso finisce lì. Nessuna spiegazione ulteriore, nessun flashback o approfondimento. Il centipede spiazza, nella sua semplice e diretta brutalità, e pure parecchio. Il film procede con un’insistenza – quasi compiaciuta – nel mostrare la continua ed interminabile sofferenza delle tre vittime, senza  neanche provare delineare lo spessore dei personaggi coinvolti. Cosa stanno espiando le vittime? Dentro film cruenti come Saw abbiamo il piacere di saperlo, qui no.

Il senso di liberazione provato nel finale credo che sia qualcosa di universale, così come il notevole twist che si verificherà poco dopo. Così, mentre lo spettatore più sensibile si ritrova con lo stomaco rivoltato, e magari neanche riuscirà a finire di vederlo, quello più propenso all’intellettualismo non troverà pane per i suoi denti. Senso di indefinito, quindi, che poi si materializza nel fatto che siamo lontanissimi dai canoni della black-comedy: c’è poco o nulla da ridere, insomma, a confronto il sadismo di Funny Games è quasi demenziale, e l’unico richiamo che possa venirmi in mente, a parte le citazioni da horror di cassetta anni 70/80, è quello del genere nazi-sexploitation.

Il centipede umano” è orrore puro, “divertimento” diretto e crudele, che emana la cattiveria del protagonista: perfetto, inumano, detestabile dal pubblico fin dal primo istante, proprio perchè praticamente privo di debolezze ed umanità. Al tempo stesso rimane in una sorta di purgatorio per indecisi, per cui non si riesce a capire chi si abbia di fronte, e se si debba ridere, vomitare, urlare al capolavoro, scappare o piangere.

Nota: nella serie satirica South Park il film è stato parodiato come HUMANCENTiPAD. Nel loro caso, la colpa da pagare è quella di aver cliccato “Accetto” sulle rinnovate condizioni d’uso di Apple.

Titolo
Date
Name
Il centipede umano (First sequence) (T. Six, 2009)
Rating
31star1star1stargraygray

Originally posted 2011-04-21 11:49:19.