Il lato oscuro dello sport: di cosa parla e dove vederla


La docuserie sportiva del momento è da qualche tempo disponibile in streaming, e merita senza indugio la visione.

Nel primo episodio ci troviamo catapultati nel mondo del basket universatario anni ’90: uno sport rituale per gli americani (l’equivalente del calcio dalle nostre parti, forse), oltre che un trampolino di lancio per i più meritevoli per poter accedere al campionato NBA. Non mancano le contraddizioni da cui si dipana la storia, che riguarda un caso di partite truccate e scommesse clandestine in cui gli stessi giocatori avevano modo di lucrare in un mondo in cui, se da un lato fioccano scommesse milionarie, dall’altro i giocatori sono universitari squattrinati, spesso provenienti dal ghetto e senza neanche i soldi per mangiare.

Il focus è sul giocatore Hedake Smith, classe 1972 e talento sportivo dell’epoca, coinvolto in una serie di gare truccate ripetutamente (di cui non tutti i giocatori, a quanto sembra, erano a conoscenza). La truffa venne scoperta grazie all’intervento dell’FBI, dato che fu obiettivamente difficile da rivelare: le scommesse avvenivano in modo asincrono da parte di persone diverse, e si scommetteva sul numero di punti di differenza nel punteggio (cosa che rendeva agevole per i giocatori controllare, soprattutto nella figura del playmaker).

Quello di quel periodo, per quanto clamoroso, non fu nemmeno l’unico caso di frode sportiva, visto che ne venne colpita direttamente l’NBA a causa di un arbitro.

Negli episodi successivi della serie sono citati anche i casi di Calciopoli, avvenuto in Italia nel 2006 e che ha coinvolto, in maniera simile, alcune squadre e dirigenti di serie A tra cui la Juventus (il disclaimer finale specifica, tuttavia, che tutte le condanne tranne quella di un arbitro sono andate in prescrizione), ed il caso delle Olimpiadi invernali del 2002, con le pressioni esterne ricevute da un arbitro di pattinaggio artistico per favorire la Russia.

La serie è disponibile in streaming su Netflix.