Il pianeta proibito (1956)

Visto oggi, al netto di qualche ingenuità narrativa – e una visione fin troppo antropocentrica e per certi versi sessista – non finisce di stupire per la sua coerenza narrativa. I cieli verdi di Altair IV e le architetture sotterranee dei Krell mantengono un fascino pittorico irresistibile, nonostante non ci fosse il digitale disponibile (siamo a metà anni Cinquanta). Per certi versi, del resto, il vero protagonista invisibile è il suono: la scelta della regia – a cura di Fred M. Wilcox – di affidarsi alle tonalità elettroniche di Louis e Bebe Barron fu un atto di puro avanguardismo: bip, fruscii e ronzii che non accompagnano l’azione ma la rendono intrinsecamente futuribile.

Senza il Comandante Adams (un giovanissimo Leslie Nielsen al suo debutto) non avremmo avuto il Capitano Kirk di Star Trek. Senza l’astronave C57D non avremmo avuto l’Enterprise. Il pianeta proibito ha in qualche modo stabilito le regole di un nuovo gioco: la serietà dell’approccio, la cura del dettaglio tecnologico e l’idea che la fantascienza sia il miglior microscopio per analizzare l’animo umano, unità a qualche leggerezza narrativa che a volte è solo ironica, altre sconfina nell’inopportuno.

Titolo e informazioni base

  • Titolo originale: Forbidden Planet
  • Titolo italiano: Il pianeta proibito
  • Anno: 1956
  • Durata: 98 minuti (1h 38min)
  • Genere: Fantascienza / Avventura
  • Paese: Stati Uniti d’America
  • Produzione: Metro‑Goldwyn‑Mayer (MGM)

Sinossi

Nel 23° secolo, l’equipaggio della nave spaziale C‑57D viene inviata al pianeta remoto Altair IV per capire perché una precedente spedizione scientifica non ha più dato notizie. Giunti sul posto, trovano solo due sopravvissuti: il misterioso scienziato Dr. Edward Morbius e sua figlia Altaira. Ad accoglierli c’è anche Robby il Robot, un robot avanzato con una personalità sviluppata. Man mano che gli astronauti indagano, scoprono un potere misterioso e mortale legato a una civiltà aliena estinta, i Krell, e alla mente umana stessa.

Cast principale

  • Walter Pidgeon – Dr. Edward Morbius
  • Anne Francis – Altaira Morbius
  • Leslie Nielsen – Commander John J. Adams
  • Warren Stevens – Lt. “Doc” Ostrow
  • Jack Kelly – Lt. Jerry Farman
  • Richard Anderson – Chief Engineer Quinn
  • Earl Holliman – Cook
  • Robby the Robot – Robot (personaggio iconico)

Regia, soggetto e sceneggiatura

  • Regia: Fred M. Wilcox
  • Soggetto originale: Allen Adler e Irving Block
  • Sceneggiatura: adattata da Cyril Hume
  • Il film è liberamente ispirato alla commedia La tempesta di William Shakespeare, trasportando elementi della storia in un contesto di fantascienza spaziale.

Il film esplora l’idea che la mente umana e i suoi impulsi inconsci possano essere più pericolosi di qualsivoglia minaccia esterna. La tecnologia dei Krell amplifica i pensieri inconsci fino a renderli reali, generando mostri letali. Questo richiama concetti freudiani di “id” e pulsioni interiori incontrollate. La narrazione pone una riflessione etica sull’uso di tecnologia avanzata: quanto siamo pronti, come specie, ad usare strumenti al di là della nostra saggezza? La civiltà Krell sembra essersi autodistrutta proprio per non aver considerato le implicazioni del potere mentale illimitato.

L’analisi delle curiosità di produzione rivela come Il pianeta proibito (1956) sia stato un vero e proprio spartiacque per il genere fantascientifico, elevandolo da sottoprodotto “B-movie” a grande produzione hollywoodiana.

Curiosità sul film

  • Innovazione e Budget: Fu uno dei primi film di fantascienza a ricevere un budget elevato ($1,9 milioni), rompendo il pregiudizio degli studios verso il genere.

  • Robby il Robot: Diventato un’icona, il costume costò circa $125.000 e stabilì un record d’asta nel 2017 (oltre 5 milioni di dollari).

  • Rivoluzione Sonora: È il primo film mainstream con una colonna sonora interamente elettronica (definita “tonalità elettroniche” per dispute sindacali), curata da Bebe e Louis Barron.

  • Connessioni Letterarie e Pop: La trama è liberamente ispirata a La Tempesta di Shakespeare e il film ha influenzato direttamente Gene Roddenberry per la creazione di Star Trek.

  • Effetti Visivi: Nonostante le ambientazioni esterne, il film fu girato interamente in interni utilizzando imponenti matte paintings e scenografie di recupero (il giardino di Altaira è il set del villaggio dei Mastichini de Il mago di Oz).

L’Ombra del Bardo su Altair IV

C’è un momento preciso in cui la fantascienza smette di essere un brivido da nichelino per farsi Mito moderno, e quel momento ha i riflessi d’acciaio di Robby il Robot e le frequenze aliene dei coniugi Barron. Il pianeta proibito non è solo un film; è l’archetipo che ha strappato il genere dalle grinfie dei budget miserrimi per proiettarlo nelle cattedrali del technicolor di MGM.

L’operazione intellettuale alla base della sceneggiatura è raffinata: trasporre La Tempesta di Shakespeare in un sistema solare a 17 anni luce da noi. Il Dr. Morbius è un Prospero tecnocrate che regna su un’isola-pianeta, geloso custode di una figlia e di un segreto sepolto nel sottosuolo. Ma qui, Calibano non è un selvaggio esterno, bensì un mostro dell’Es, una proiezione subconscia nata dalla tecnologia dei Krell. È l’incontro definitivo tra la psicanalisi freudiana – molto più in voga all’epoca di quanto non avvenga oggi – e l’ingegneria aliena.

🔗 Collegamenti utili

IMDb titolo: https://www.imdb.com/title/tt0049223
Wikipedia EN: https://en.wikipedia.org/wiki/Forbidden_Planet
Wikipedia IT: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pianeta_proibito
Rotten Tomatoes: https://www.rottentomatoes.com/m/forbidden_planet

Immagine di copertina: Copyrighted by Loew’s International. Artists(s) not known. – http://wrongsideoftheart.com/wp-content/gallery/posters-f/forbidden_planet_poster_01.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25226691


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