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Ossimorulterio!

Nella città di Paradoxa, dove le strade erano sempre sull’orlo del quadrato circolare e le nuvole svolazzavano in un chiaro cielo notturno, viveva un eccentrico cercatore di enigmi chiamato Dottor Ossimoro. Ogni mattina, indossando un abito a righe verticali e un cappello sferico-rettangolare, usciva alla ricerca delle ossa mora, quelle che dicevano essere nere come la notte e luminose come il sole.

Un ossimoro è una figura retorica che unisce due parole o concetti contraddittori o apparentemente incompatibili all’interno di una stessa espressione o frase, spesso con l’obiettivo di creare un effetto di sorpresa, ironia o tensione semantica. Esempi comuni di ossimoro includono termini come “dolce amaro”, “luminosa oscurità”, “silenzioso tuono”, “dolcezza crudele” o “unica copia”. Questi esempi combinano concetti che sembrano contraddittori o che non dovrebbero coesistere nella stessa frase, creando un effetto di straniamento o contrasto che attira l’attenzione del lettore o dell’ascoltatore.

Ma il dottor Ossimoro, con la sua ossessione per la contraddizione, sospirava e vagava per le strade cercando qualcosa che era chiaramente una combinazione impossibile. Eppure, quando chiedevi ai passanti cosa fossero le ossa mora, ti rispondevano: “Oh, sono le ossa degli enigmi persi che solo gli adulti possono decifrare, ma che in realtà non esistono!”

Il dottor Ossimoro, però, non si scoraggiava. Convinto che il mondo fosse intriso di contraddizioni esilaranti, si avventurava in cerca delle ossa mora che sembravano esistere solo nella mente degli adulti sognatori, in quella terra di adulterio intellettuale dove la realtà e l’assurdità si intrecciavano in una danza senza senso.

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E così, con il suo atteggiamento ironico, Dottor Ossimoro continuava il suo viaggio senza meta, convinto che le ossa mora, anche se irriflesse, potessero esistere nell’incoerenza dell’assurdo, un enigma solo per adulti che si sentivano un po’ troppo giovani per capire davvero cosa stavano cercando.

La parola “adulterio” ha radici etimologiche nel latino. Deriva infatti dal termine latino “adulterium”, che indica il “comportamento di un adultero” o l'”atto di adulterare”. In origine, nell’antica Roma, si riferiva specificamente al fatto di compiere relazioni sessuali con una donna sposata quando si era un uomo sposato. Il termine latino “adulter” significava “chi commette adulterio” o “chi infrange la fedeltà coniugale”. Il concetto di adulterio in questo senso è strettamente legato all’infedeltà coniugale, l’atto di tradire il proprio partner o il proprio coniuge.

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