Barbara, il mostro di Londra (Dr. Jekyll & Sister Hyde, 1971, R.W. Baker)

Il segreto della vita: è questa l’ossessione del dottor Henry Jekyll, trafugatore di cadaveri di giovani fanciulle al fine di effettuare i propri esperimenti.

In breve. Originale trasposizione cinematografica della Hammer del romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson. Numerose le trovate interessanti, specie quelle sulla duplice sessualità del protagonista (qui introdotta), nonostante un ritmo vagamente blando.

Un film che vive probabilmente più a sprazzi che nella sua interezza, e che trova motivo di interesse per via della trama accattivante e ricca di colpi di scena; le situazioni catchy non mancano, per quanto a conti fatti finiscano per delineare il classico film gotico del periodo (siamo nel 1971) di marca Hammer, una garanzia per il genere ed in grado di propinare al pubblico piccole perle come questa, sebbene non al top – forse anche per la mancanza di un interprete come il buon Vincent Price. Non che il film sia pesante o difficile da guardare, peraltro, anche per via dei delitti sempre accennati, della recitazione tipica del gotico e di qualche scena di nudo (molto accennata, se vista oggi, ma per cui Caroline Munro pare non accettò la parte della sorella). Ma è chiaro che parliamo di un discreto b-movie da spulciare per curiosità e per via delle mutazioni continue del protagonista.

Si tratta storicamente della terza riedizione hammeriana del celebre romando di Stevenson (dopo The Ugly Duckling e Il mostro di Londra) ed è forse una delle più interessanti per via della figura di Sister-Hyde (la Barbara del titolo), l’alter-ego di Dottor Jekyll (Ralph Bates): una controparte femminile interpretata dall’attrice giamaicana Martine Beswick, una bellezza malvagia e ben delineata quando vagamente evocativa della presenza scenica di Barbara Steele (che non avrebbe certo sfigurato in un film del genere). Se il tema del doppio non è certo una novità nel cinema horror, in questa sede bisogna riconoscere una certa originalità di fondo, che va a toccare il tema di un’ambigua sensualità del personaggio (schivo ed introverso da uomo, audace e privo di scrupoli da donna), dotata di echi di mutazione della carne quasi cronenberghiani. La carne di Jekyll si sdoppia nella mutazione in Sister Hyde, da cui verrà lentamente sopraffatto ed a cui cercherà di ribellarsi fino al disperato, quanto parzialmente prevedibile finale.

Del resto la figura dello scienziato innamorato della propria missione fino a sperimentare il prodigio di lunga vita su se stesso non potrà che evocare il classico degli anni 50 portato a livelli cult giusto dal regista canadese, cioè La mosca. Se questo film potrebbe avere vari spunti che ne richiamano l’essenza, bisogna comunque tenere presente che questo lavoro ricalca un romanzo dell’ottocento per cui, per forza di cose, preferisce concentrarsi sull’atmosfera cupa e fumosa di Londra.

La Londra di questo film, peraltro, è davvero molto simile a quella fumosa e sinistra di film come Il pensionante di John Brahm, un romanzato luogo di perdizione nonchè mercato in cui tutto, dal sesso ai cadaveri, si può comprare se pagato al giusto prezzo. Lo stesso che suo malgrado finirà per pagare il protagonista, a conti fatti.

Distribuito in versione restaurata in DVD dalla Sinister Film.

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Barbara, il mostro di Londra
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