Pro-Life (John Carpenter,2006)

La critica sociale di ‘Pro-Life’ – disse con linguaggio colorito qualche blogger – è arguta e intelligente come un cazzo disegnato col pennarello su un poster con la faccia di un politico. (Fonte)

Tre note per i posteri.

  • La citazione sopra è molto più esplicativa di 1000 mie parole a riguardo.
  • Si tratta di un Masters of horror, che va preso per quello che è. Non è “Fuga da Los Angeles”, o “La cosa”. Quelli li ha già fatti. Questo film racconta una storia che congiunge elementi realistici (cliniche assediate da fanatici integralisti armati fino ai denti) con un demone che esce dal pavimento generando un non-sequitur da panico. Credo che sia questo l’elemento più strano e fastidioso per i detrattori del film: a me non è dispiaciuto, ma devo riconoscere che se fatto da un regista sconosciuto avrei urlato allo scandalo. Paraculo, insomma. Una ragazza fugge nel bosco e viene raccolta da due medici che, guarda caso, lavorano in una clinica in cui possono aiutarla. La ragazza è incinta, e la sua pancia cresce a dismisura. Nel frattempo, il padre possessivo assieme ai tre figli si da’ da fare per impedire l’aborto imminente. Mi da’ abbastanza fastidio che qualcuno, su qualche sito, abbia additato posizioni anti-abortiste al regista (semmai è vero il contrario: i pazzoidi uccidono indiscriminatamente pur di salvare un nascituro perchè ossessionati da un dio che li guida. Ammesso e non concesso, ovviamente, che Carpenter assimili il proprio pensiero a quello di qualcuno dei personaggi che rappresenta sullo schermo).
  • Passi la critica anti-anti-abortista. Passi la polemica anti-religiosa. Passi il “mostro”, che a me è piaciuto un sacco per come fatto. Passi lo stile fumettistico. Passi la recitazione un po’ piatta. Passi che certi personaggi che era meglio lasciarli a casa. Passi la famigliola bigotta armata fino ai denti, terribilmente stereotipata, con il classico figlio che-pero’-è-insicuro-di-quello-che-fa. Passi la scialba citazione di “Distretto 13” (fino ad un certo punto, peraltro). Ma la scena finale: quella sì che è una vera mazzata: va vista!

E adesso ripetiamo in coro, seguendo i passi della preghiera con riflessivo e doveroso silenzio.

 

I suoi film sono caratterizzati da fotografia e illuminazione minimalisti, macchine da presa statiche e colonne sonore realizzate spesso mediante sintetizzatore. Carpenter afferma di continuo di essere stato influenzato dalle opere di Howard Hawks, Alfred Hitchcock e dalla serie televisiva Ai confini della realtà. Fonte

Amen.

Originally posted 2013-12-16 09:17:36.