Qualcosa striscia nel buio (M. Colucci, 1971)

Un gruppo di automobilisti resta bloccato nei pressi di una villa abbandonata: scopriranno di non essere soli all’interno dell’edificio…

In breve. Interessante per le atmosfere e gli inserti horror-surreali, ma il clima generale è quello giallo classico (alla “Dieci piccoli indiani”) e Colucci non deluderà gli appassionati. Visto oggi, resta un film con qualche buona trovata, qualche pecca recitativa ed un ritmo non sempre accattivante.

Qualcosa striscia nel buio è il classico b-movie del periodo, caratterizzato da un’atmosfera tenebrosa al punto giusto e ricco delle trovate tipiche del periodo (inizio anni ’70): la borghesia annoiata e capricciosa, l’ispettore di polizia irreprensibile, la seduta spiritica, le immancabili presenze misteriose all’interno di una vecchia villa. Sarebbe tutto nella norma se non fosse, in primis, per qualche personaggio poco chiaro o, se preferite, troppo vago, e d’altro canto altri caratteristi troppo “caricati” nel proprio ruolo, con il risultato di non riuscire ad essere realmente credibili (specie per il pubblico scettico e criticone di oggi).

Al di là di un ritmo che non riesce a catturare del tutto lo spettatore – e di qualche trovata horror suggestiva con qualche parallelismo, ad esempio, con Quella villa accanto al cimitero di Lucio Fulci, ci sono momenti di reale tensione che valgono, anche da soli, la visione (su tutti: Donald Forres che parla con la voce della defunta durante la seduta spiritica). Certo sono abbastanza usuali per il genere, ma non per questo risultano meno spaventosi. L’idea generale è anche buona, a ben vedere, con la figura del killer particolarmente azzeccata, che potrà spiegare i fatti di sangue che si vedranno, peraltro, soltanto in parte.

Qualcosa striscia nel buio – tra i più diretti e migliori titoli dell’epoca, probabilmente – è un giallo con sprazzi di horror sovrannaturale piuttosto originale, in cui gli spunti quasi da exploitation non mancano; la sua forma generale, del resto, rende il tutto un discreto lavoro, destinato più che altro agli appassionati di genere e periodo.