The Love Witch è una commedia horror americana del 2016 scritta, diretta, montata e prodotta da Anna Biller. Il film è un geniale tributo all’horror degli anni Sessanta e ai primi esperimenti di Technicolor ed è anche una riflessione molto arguta e attuale sul ruolo della donna e dell’uomo nel mondo di oggi, sulle aspettative amorose delle donne del Duemila e sulle dinamiche di coppia della contemporaneità.

L’omaggio al cinema degli anni Sessanta è palese: ogni singolo fotogramma del film sembra girato in un’altra epoca. Tra le maggiori fonti d’ispirazione della regista c’è l’horror di Mario Bava, noto per film come “La maschera del demonio”, “I tre volti della paura” o “La ragazza che sapeva troppo”. Il film, distribuito dagli Oscilloscope Laboratories, ambientato in California, è stato girato su pellicola 35mm e stampato da un negativo originale. Tutta la palette dei colori che compare sullo schermo è un chiaro richiamo all’estetica del Technicolor, e il trucco e i costumi degli attori rimandano apertamente alla moda a cavallo degli anni ‘60 e ‘70. La regista in persona ha curato ogni dettaglio dei costumi. Gli attori recitano in uno stile che per la cinematografia contemporanea potrebbe risultare decisamente macchiettistico, ma che coglie perfettamente nel segno: l’intenzione registica che vi è dietro è evidente. Il film tuttavia, non è un film “in costume” e di tanto in tanto compaiono infatti dei voluti riferimenti alla contemporaneità come delle automobili dal design attualissimo o dei moderni cellulari.

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Il film si apre con la bella e giovane Elaine, interpretata da Samantha Robinson, che scappa dalla città a bordo della sua decappottabile. Samanta Robinson, con i suoi lunghi capelli neri, gli occhi truccati con di eye-liner nero e di ombretto celeste, non può non farci pensare alla splendida Edwige Fenech e ad altre leggende di una stagione del cinema italiano molto fortunata. Pare che su Elaine gravino pesanti sospetti per quanto riguardo la morte per omicidio di suo marito Jerry. La giovane vuole iniziare una nuova vita e si trasferisce in una nuova casa, dall’architettura marcatamente vittoriana e neogotica. Anche gli interni della casa, appartenente ad una sua stretta amica, si distinguono per uno stile molto particolare, per i loro colori accesi, per i richiami al mondo dell’esoterismo e alle figure dei tarocchi.
Nella borsa di Elaine c’è sempre un mazzo di carte, che la protagonista tira fuori spesso. Si sa che le carte hanno i precisi loro significati nella cultura popolare, e tutto il loro universo simbolico parla alla protagonista, disperatamente alla ricerca dell’amore della sua vita. Elaine pratica incantesimi, prepara pozioni e invoca la Dea affinché le mandi l’uomo dolce e bello che ha sempre sognato. La fascinosa strega farà innamorare praticamente ogni uomo che incontra (che le sue pozioni funzionino veramente?), ma questi amori prenderanno puntualmente una piega surreale, grottesca e tragica. Persino dopo una serata perfetta, tra filtri magici e una cenetta deliziosa, le sue carte la mettono subito in guardia. Un tre di spade le farà subito intuire il peggio. Sarà forse colpa delle sue pozioni? Del caso? Sono solo coincidenze? O forse, dietro la sua serie di avventure grottesche non ci sono altro che le sue immense e bislacche aspettative, che non possono che essere deluse dalla realtà?
Sebbene il film apparentemente si tenga su una linea grottesca e surreale, tante sono le riflessioni acute che vengono fatte dai personaggi del film sul ruolo della donna, sul contrasto tra la libertà dai ruoli e il naturale desiderio della donna di piacere all’uomo. Non a caso, il film ha fatto discutere, ma è stato accolto con entusiasmo anche in ambienti femministi.

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The Love Witch si è aggiudicato il Michael Cimino Best Film Award agli American Indipendent Film Awards, e il premio Trailblazer Award e il Best Costume Design al Chicago Indipendent Film Critics Circle Awards. Samantha Robinson è stata nominata miglior attrice ai Fangoria Chainsaw Award del 2017. Tante le critiche positive per un film che sicuramente non è perfetto, che pecca sicuramente dal punto di vista della sceneggiatura in alcune delle sue parti, ma che tuttavia è un piccolo gioiellino per i nostalgici del cinema vintage e per gli amanti del grottesco.

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28/11/2018