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Zabriskie Point è una critica sostanziale al capitalismo mondiale

“Zabriskie Point” è un film del 1970 diretto da Michelangelo Antonioni. La trama segue due giovani: Mark, uno studente ribelle, interpretato da Mark Frechette, e Daria, interpretata da Daria Halprin, una ragazza che lavora in un’agenzia immobiliare. Si incontrano casualmente e intraprendono un viaggio attraverso gli Stati Uniti, attraversando paesaggi desertici e paesaggi iconici.

“Zabriskie Point” potrebbe esibire alcune somiglianze tematiche con il lavoro di Jack Kerouac e altri scrittori della Beat Generation. Entrambi esplorano la ribellione giovanile, la ricerca di libertà e l’avventura attraverso viaggi on the road attraverso paesaggi americani iconici. Kerouac, in opere come “Sulla strada”, ha raccontato storie di giovani in cerca di esperienze autentiche, esplorando l’America e cercando un senso di identità e libertà.

Sebbene il medium sia diverso (un film rispetto a un romanzo), entrambi affrontano la ricerca di significato, l’alienazione dalla società convenzionale e la scoperta di sé attraverso esperienze di viaggio e avventura. Entrambi esplorano i cambiamenti culturali e sociali dell’America del loro tempo, ponendo un’attenzione particolare sulla gioventù e sulla loro lotta per l’autenticità e la libertà in un mondo in rapida evoluzione.

Zabriskie Point è un luogo geografico situato nella Valle della Morte, California. È caratterizzato da paesaggi desertici e formazioni rocciose uniche. Il termine “Zabriskie Point” deriva dal nome di Christian Brevoort Zabriskie, un dirigente della Pacific Coast Borax Company, azienda che aveva interessi nella zona. Il punto è diventato famoso per la sua bellezza paesaggistica e è stato anche utilizzato come location per il film omonimo diretto da Michelangelo Antonioni. In quel contesto, il termine può evocare significati simbolici legati alla libertà, alla ribellione e alla ricerca di sé stessi, come rappresentato nel film stesso.

Il film è noto per le sue scenografie mozzafiato e la sua fotografia suggestiva, mescolando la realtà sociale dell’epoca con immagini suggestive e simboliche. La trama si sviluppa come un’odissea psichedelica attraverso la controcultura degli anni ’60, esplorando temi come la ribellione giovanile, la ricerca di libertà individuale e l’alienazione dalla società.

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La pellicola è stata interpretata come una critica al capitalismo, al consumismo e alla società americana dell’epoca. Antonioni utilizzava le immagini visive e simboliche per rappresentare la tensione sociale e politica dell’epoca, sfidando le convenzioni narrative tradizionali.

La produzione del film fu travagliata e non ottenne il successo commerciale sperato, ma è considerato un’opera d’arte cinematografica per la sua estetica visiva e la sua esplorazione dei temi sociali e culturali dell’epoca.

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