Uno dei più grandi cult della letteratura cyberpunk potrebbe non arrivare mai sul grande schermo, ed è tutto quello che ne sappiamo ad oggi. Il romanzo di William Gibson del 1984 è stato maneggiato da vari registi per anni, ma nulla di concreto si è mai concretizzato. A questo punto, sembra improbabile – e molti lo sostengono – che mai venga realizzato.

Neuromante è un celebre romanzo di fantascienza scritto da William Gibson nel 1984, considerato una delle prime opere cyberpunk, e considerato dagli appassionati un classico del genere. Per quanto il cinema abbia abbondantemente saccheggiato dalla letteratura, spesso con risultati abbastanza dubbi o poco soddisfacenti, non è ancora stato realizzato un film tratto da questa opera.

Un film che ci piace immaginare sulla falsariga di Matrix, in effetti, che ad un occhio più attento rischiano di risultare più di facciata di quanto possa sembrare. Certo, Neuromante e Matrix presentano alcune somiglianze, ma sono anche molto diversi l’uno dall’altro. Entrambi i film esplorano temi legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, e entrambi si prefigurano come un mondo totalmente immerso in una realtà virtuale. Inoltre, entrambi presentano personaggi che lottano per comprendere la loro vera natura e il loro posto nel mondo, e questo ha certamente contribuito al loro successo planetario.

Tuttavia, si rilevano importanti differenze tra Neuromante e Matrix. Neuromante è un romanzo di fantascienza distopica che si svolge in un futuro distopico, in cui la tecnologia ha raggiunto livelli estremi e il mondo è governato da corporazioni prive di scrupoli. Matrix, d’altra parte, è un film di fantascienza che presenta una realtà virtuale creata da intelligenze artificiali per tenere gli esseri umani prigionieri e utilizzare la loro energia vitale come fonte di alimentazione. Il tema principale di Neuromante sembra essere l’identità e come essa viene influenzata dalla tecnologia, mentre in Matrix il tema principale è la libertà e come gli individui possono (o devono) lottare per essa.

“Neuromante”, per chi non lo ricordasse, segue le avventure del protagonista, Case, un ex ladro di computer che è stato bandito dalla rete virtuale di matrix a causa di una doppia fregatura. Case viene reclutato da un misterioso milionario chiamato Armitage, che ha un piano per riportarlo sulla rete. Armitage recluta anche Molly, una ex killer cyborg, per aiutare Case a completare la sua missione. La trama ruota attorno alla ricerca di Case per la figura del “neuromante”, una intelligenza artificiale che potrebbe aiutarlo a diventare il più grande hacker della storia. Nel corso della sua missione, Case affronta molte insidie e incontra una varietà di personaggi bizzarri e pericolosi, come i ninja che lavorano per l’azienda di Armitage e il perfido Ducebanto, un boss della criminalità informatica. Alla fine, Case affronta il neuromante e scopre il vero obiettivo di Armitage: sfruttare il neuromante per creare una intelligenza artificiale in grado di dominare il mondo.

Non c’è (stranamente, verrebbe da dire) un film basato su Neuromante perché trasporre in modo soddisfacente il libro in un film è stato considerato un compito molto difficile a causa della complessità della trama e dei temi trattati. Ci sono stati diversi tentativi di adattare Neuromante per il cinema, ma finora nessuno di essi è riuscito a diventare un progetto concreto. Tuttavia, non è escluso che in futuro possa esserci un film basato su Neuromante. In passato ci hanno provato invano sia Chris Cunningham che Vincenzo Natali, ma dopo anni di lavoro il progetto mai è stato ultimato.

La sensazione astratta rimane che, in generale, Neuromante non voglia farsi filmare, come se l’intelligenza artificiale di cui parlava Gibson rifiutasse di farsi spettacolarizzare, memore di quanto avvenuto a tanti romanzi famosi di Stephen King, ad esempio. O magari – fantasticando un po’ – risieda tanto nel profondo del nostro inconscio che farlo uscire fuori, oggi, nell’era digitale del controllo e della privacy perennemente minacciata dalle nuove tecnologie, risulterebbe a titolo di mostruosità ultima: con il rischio banalizzazione, o magari esortando ad una rivoluzione a cui crediamo sempre meno. Difficile rispondere, e resta la sensazione straniante di avere un’opera così attuale che nessuno ha voluto, saputo o potuto mettere in una sala cinematografica.  O magari, come suggerito da un utente su Reddit, non ci sarà mai un film su Neuromante di William Gibson perchè ci stiamo già vivendo all’interno.

Immagine di copertina: come sarebbe un personaggio di Neuromante secondo StarryAI

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