Da che mondo è mondo, i pirati fanno AAARRR mentre parlano. Vi siete mai chiesti il perchè? In questo articolo proverò a svelarvi l’arcano, in modo che possiate dare finalmente un senso a questa giornata (piovosa, almeno qui).

Nell’immaginario televisivo nostrano a fare il verso “AAARRRR” è il Capitano Horatio McCallister dei Simpson: non un pirata, ma comunque un “vecchio lupo di mare” stereotipato. Nell’immaginario popolare dei marinai sono in effetti molto comuni versi quali: “arrr”, o “harr”, “ahoy” oppure “aye”, o ancora Rrrr!”, Yarrr!, Arrr, Argh, Ahaaaarr e Yargh. Ma per quale motivo?

La questione assume una certa importanza – tanto che l’Urban Dictionary ha dedicato ad arrr una voce specifica.

Secondo un post di Reddit dedicato a questo importantissimo argomento, un verso del genere farebbe parte del modo di parlare degli inglese del West Country, tanto da farlo sembrare un paese frequentato da pirati per antonomasia (can confirm, I live here and everyone sounds like pirates), con particolare riferimento alla lingua cornica (Cornish) ed alla sua presunta cadenza.

A quanto pare il grugno tipo “Arrr” – con tutte le varianti viste in precedenza – fa la propria comparsa nel cinema nel 1934, con il film L’isola del tesoro (Treasure Island), tratto dall’omonimo romanzo di Stevens, per poi rifare la propria comparsa nel racconto del 1940 “Adam Penfeather, Buccaneer” di Jeffrey Farnol. Ha consolidato poi la propria fama mediante il classico del 1950 L’isola del tesoro della Disney, un film che dovrebbe essere rimasto inedito ad oggi (è molto più noto il cartone animato uscito in seguito) e di cui è disponibile il seguente frammento su Youtube – purtroppo senza alcun “aarrr” al suo interno.

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L’opera comica The Pirates of Penzance,  non presenta riferimenti ad arrrr nello specifico, per quanto molti personaggi tendano a marcare la presenza delle “r” nelle parole che pronunciano i vari pirati, come ad esempio “hurrah!” e “pour the pirate sherry“.

Andando a guardare qualche altra informazione a livello storico, si scopre dell’esistenza della giornata internazionale “Parla come un pirata” (19 settembre), ovvero la International Talk Like a Pirate Day (ITLAPD) inventata nel 1995 da John Baur (nome piratesco: Ol’ Chumbucket) e Mark Summers (o Cap’n Slappy), due americani dell’Oregon.

02/10/2017