Flooding (Todd Portugal, 2000)

Flooding è un film thriller diretto dal Todd Portugal, e distribuito in Italia dalla Mondo Home Entertainment solo per la vendita. Esso racconta la storia di una donna che si vede uccidere il marito in un parco giochi qualche istante dopo avergli scattato una fotografia, e che – da quel momento – diventa agorafobica: fa la spesa su internet, comunicando soltanto con una vicina e tramite email e telefono. In cura da uno strizzacervelli che la visita a domicilio, cerca di superare il trauma concedendosi a vari rapporti occasionali con uomini trovati su giornali di annunci, e cercando di rievocare un passato che diventa sempre più inquietante. Bello? A leggerlo così, sembrerebbe, ma non lo è (purtroppo).

Un lavoro certamente molto insolito, con attori poco convincenti e pochissimi spunti degni di nota, oltre che caratterizzato da una qualità audio-video altrettanto scadente: così il plot, che già sembra pensato per un telefilm melenso in prima serata sulla RAI, diventa qualcosa di davvero inguardabile anche per l’occhio più allenato al classico trashmovie.

Anzitutto vi è un problema di sceneggiatura che, a parte essere in vari passaggi tipo telenovela di serie-Z, presenta i personaggi in modo abbastanza statico, non riesce a dare mai spessore alla protagonista, e rende i vari attori poco credibili (per dirla con un eufemismo). Probabilmente l’unico superstite a questa strage di “caratteristi” (?) a cui lo spettatore assiste inerme (ammesso che non decida di vedere dell’altro nel frattempo) è proprio la figura dello psicologo, la vera chiave per lo svolgersi dell’intreccio che procede noiosamente fino alla fine. A questo si aggiunge una regia poco avvincente, poco convinta, e tale da far sembrare che l’ agorafobia abbia intaccato pure il regista che filma tutto (circa il 90% del film) all’interno della casa della protagonista. Risultato: una noia terribile.

Un peccato, da un lato, perchè la natura della donna meritava un approfondimento, un dettaglio morboso in più, un qualcosa che potesse rendere memorabile il tutto. Abbastanza irritanti, dall’altro, i dettagli che dovrebbero spiegare le motivazioni dell’omicidio. Le circostanze complessive appaiono improbabili, ed escono fuori dal nulla senza alcuna spiegazione.

Su ciao.it, uno dei pochissimi siti italiani (oltre a questo) che si è degnato di presentarne una recensione, viene definito (e come dargli torto) il peggior film mai visto in vita mia.