La casa (S. Raimi, 1981)

Un gruppo di amici si reca in una casa sperduta per trascorrere un weekend: al suo interno troveranno alcuni orrori sepolti che non aspettavano che si essere risvegliati…

In breve. Cult assoluto degli anni 80, imperdibile per ogni fan dell’horror che si rispetti, segna la nascita di Ash come personaggio “pseudo-fumettistico”. Carico di orrore, tensione e paura; nonostante gli effetti artigianali un gran film, per quanto surclassato leggermente dal secondo episodio.

Se c’è qualcosa che un appassionato di horror non può non conoscere, assieme a Nightmare ed alla saga di Venerdì 13, è proprio “La casa”: diventato nel tempo un vero e proprio sterotipo di paura su pellicola, fu anche uno dei film più criticati dal punto di vista morale (e per questo, forse, di maggiore successo di botteghino). Le motivazioni possono rintracciarsi essenzialmente nell’apparato demonologico dell’opera, vagamente ispirato a Lovecraft a partire dal “Necronomicon ex mortis” trovato dentro la baita, e forse soprattutto nella scena dello stupro di Cheryl da parte del subdolo demone, che sfrutta un albero per i propri scopi (!).

Quello che è sicuro è che “La casa”, realizzato con vari espedienti che oggi farebbero sorridere (il sangue bianco per abbassare il livello splatter ed evitare la mannaia censoria), consolidò – se non inventò di sana pianta – il trend dei “film con case maledette“, tanto che si inaugurò una vera e propria saga che fu, diversamente da altre opere del periodo e dai primi quattro Nightmare, un crescendo di divertimento, qualità e paura. Questo è l’episodio forse più scarno della serie ma, come dicevo all’inizio, va visto un po’ per forza di cose, e secondo me non è un caso che sia stato uno dei pochi cult non maciullati da improbabili remake come avverrà, ad esempio, per “Non aprite quella porta“. Per fare certe cose ci vuole un talento non comune, che Raimi ha dimostrato dall’inizio di possedere. Sperando che un remake non arrivi mai, e godiamoci una delle migliori serie orrorifiche di ogni tempo, perchè questi b-movie hanno un sapore speciale ancora oggi. Per la cronaca del belpaese, la Filmirage di Joe D’Amato realizzò, sulla scia del successo di botteghino della saga, alcuni seguiti apocrifi con titoli cambiati e dal risultato quantomeno discutibile, e vari registi nostrani come Fragasso e Lenzi si cimentarono alla regia.

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La casa (S. Raimi, 1981)
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