I migliori 10 film di serie B di sempre

Che strano mondo, quello dei film di serie B: film dai meriti enormi sconosciuti ancora oggi, ed altri dai valori dubbi, comunque apprezzati da buone fette di pubblico. Diventa molto difficile stilare classifiche credibili in questo genere: al di là di quanto possa essere avulso alle classifiche in genere, mi capacito da tempo che siano un modo facile per far conoscere certo cinema a tanto, potenziale, nuovo pubblico. Ed è così, da mille visioni notturne (per quanto mi riguarda, almeno) parcheggiato su un divano – spesso con birra ed affini al seguito – che nasce una lista del genere: i migliori film di serie B che ricordi, e che dovete vedere almeno per un motivo.

Ecco a voi!

The Brain

Questo primo – poco noto in Italia – horror di serie B mescola con sapienza il genere con la fantascienza classica, risultando un connubio artigianale quanto riuscito. Si parla di un giovane adolescente (l’eterno adolescente degli horror anni 80 americani) in lotta contro un’entità aliena, che controlla le menti mediante televisione. Se alcune tematiche del film potrebbero richiamare addirittura Videodrome, la forma non surclassa mai la sostanza, e si riesce a mandare un messaggio concreto, significativo e mai pesante. Un vero spasso di film, tra l’altro, in giusto equilibrio tra parti brillanti ed altre più intense e con discreti effetti speciali, cosa non indifferente per un genere che possiede una fama decisamente opposta. The Brain (E. Hunt,1988)

Va visto perchè: è uno dei migliori horror artigianali mai prodotti

Nero criminale

Forse uno dei più cupi thriller anni 70, per come è stato realizzato e per il livello di cruenza che riserva in alcune scene (soprattutto nel finale): stranamento poco noto, nonostante la facile reperibilità anche nel nostro paese. Da non sottovalutare assolutamente, anche se va visto con una certa predisposizione mentale ed è una paura piuttosto soggettiva e, se vogliamo, romanzata quanto cruenta. Nero criminale (P. Walker,1974)

Va visto perchè: la trama è particolarmente morbosa, soprattutto per l’epoca, ed i colpi di scena non mancano

La notte dei diavoli

Un b-movie molto sottovalutato, che fa emergere una singolare figura di zombi-vampiri e che si caratterizza per una mancanza di eccessi; siamo nel 1972, ad un passo dai primi exploitation, e la forma è ancora quella del gotico in grado di spaventare in modo lirico. La notte dei diavoli (G. Ferroni, 1972)

Va visto perchè: sebbene un po’ di nicchia, è forse uno degli horror più originali del periodo

Nuda per Satana

Una lista del genere sarebbe svilita dall’assenza di Nuda per Satana, il delirante b movie di Batzella tra porno e gotico, in un’oscillazione da mal di mare tra i due generi tanto folle da sembrare surrealista. Chiaramente siamo ai livelli di “so bad it’s good“, nel senso che non parliamo di un bel film quanto di un originale esperimento, anche riuscito in parte, che va preso per quello che è e che diverte, a suo modo. Esistono diverse versioni di questo film, di cui almeno un paio con inserti porno.

Va visto perchè: è uno dei b-movie per eccellenza, nel bene e nel male.

The house of the devil

La singolarità che mi ha più colpito di questo film di West è legato alla sua modernità, al suo stile fluido ed al suo richiamarsi ai classici senza inutili orpelli. Una variante di storia con babysitter in una situazione estrema ed inaspettata che non vi lascerà indifferenti. The house of the devil

Va visto perchè: è uno dei migliori horror sovrannaturali recenti

The last house on dead end street

Non è un film recente, questo di Robert Watkins: risale infatti al 1972, ed è uno dei film che ha forse distrutto per sempre il limite (labile, labilissimo, forse mai esistito) tra art house (film poco noti e impegnativi) e b movie (film poco noti e con pochi mezzi). Ma è un b movie oserei dire fondamentale per lo sviluppo del genere: un finto snuff piuttosto crudele, emulo del primo Craven e portato addirittura oltre; ne risulta un lavoro non banale e sanguinolento, che offre anche (forse) un discreto spunto di riflessione sulla “società dello spettacolo”. The last house on dead end street

Va visto perchè: è uno dei primi horror ad ostentare omicidi realistici o realmente avvenuti (ovviamente non erano veri)

The guest

Se cercate un b movie veloce e poco impegnativo, quanto autenticamente divertente e ricco di azione, non potete assolutamente perdervi il lavoro di Adam Wingard: azione e fantascienza nel giusto connubio, una storia accattivante quanto sostanzialmente mainstream e (soprattutto, in questi casi) divertimento più che assicurato. The Guest (A. Wingard, 2014)

Va visto perchè: è divertimento puro

 

A mezzanotte possiederò la tua anima

José Mojica Marins è uno dei registi più coraggiosi del genere horror, un eroe monumentale per il genere probabilmente assieme a Romero e John Carpenter; nato in Brasile, appassionato di cinema da sempre e noto per aver inventato personaggio di Zé do Caixão (Joe Coffin’, protagonista di una miniserie di film), lugubre ed amorale becchino di un piccolo paese. Pochi mezzi e tanta sostanza, ancora una volta. A mezzanotte possiederò la tua anima (1964, José Mojica Marins)

Va visto perchè: il regista-attore protagonista è uno dei veri Eroi dell’horror brasiliano

Creepshow

Forse uno dei b movie più noti in Italia, soprattutto in un periodo in cui andava di moda firmare medio-metraggi e film ad episodi come questo per omaggiare il genere ed accattivarsi i fan. Funziona ancora oggi: quello di Romero è un horror moderno e diretto, vagamente fumettistico quanto originale; da non perdere, anche per gustarsi Stephen King attore e per l’interpretazione niente affatto comica di Leslie Nielsen. Creepshow

Va visto perchè: è uno dei migliori horror a episodi degli anni 80, se non il migliore

Sleepaway Camp

Ho discusso parecchio questo film di Hiltzik su questo blog, perchè secondo me è un archetipo di slasher horror come pochi ne potete trovare in giro; questo non tanto per il film in sè, che comunque contiene sequenze memorabili, quanto per la rivelazione finale (che ormai conoscono tutti, e che proprio per questo non potete non conoscere anche voi). Potrà addirittura far ridere, oggi, ma di sicuro è una perla di genere che non potete davvero lasciarvi scappare, a patto di guardare il film per intero e di non cercare assolutamente nulla sul film da Google (la maggioranza dei risultati contengono uno spoiler esplicito del succitato finale).

Di Sleepaway Camp (R. Hiltzik, 1983) per una volta non propongo il trailer ma, giusto per incuriosirvi fino all’estremo, il video della reazione di chi (la youtube FlippedChik628) lo ha finito di vedere per la prima volta.

Va visto perchè: è uno slasher di buon livello, ed ha inventato un modo di fare film

The den

Sebbene partito a vederlo con qualche pregiudizio, devo riconoscere l’assoluta qualità a fronte di mezzi contenuti per questo The den: un horror-thriller ambientato quasi esclusivamente in una chat-roulette (le chat con interlocutori casuali ed anonimi). L’ho apprezzato anche per via delle somiglianze con una mia storia, pubblicata qualche tempo fa, assolutamente sulla stessa falsariga. The den

Va visto perchè: sa spaventare usando internet senza banalità, e mantenendosi plausibile tecnologicamente