I 16 film horror più paurosi di sempre

I 16 film horror più paurosi di sempre

A pensarci un attimo, la maggiorparte dei film horror finisce per non fare paura: viene meno, insomma, abbastanza clamorosamente allo scopo per cui è stato concepito. Quante volte del resto vi sarà capitato di guardare un horror con amici, e rimanere inchiodati alla poltrona, magari abbracciati ad un cuscino, mentre altri ridacchiavano delle scene e cercavano difetti ad ogni costo?

Del resto la paura è sempre soggettiva, dato che ognuno ha i propri fantasmi e vive terrorizzanti fantasie a modo proprio… e questa lista ha provato ad individuare i 25 horror più spaventosi di ogni tempo. Come al solito eviteremo titoli troppo famosi o eccessivamente sperimentali, per darvi un qualcosa che sia fruibile da ogni appassionato a prescindere dai gusti. Non vi rimane, a questo punto, che leggere la nostra lista: non avete scelta!

#16 Autopsy (2016)

Partiamo col botto con un film davvero clamoroso: la prova concreta che l’horror non è affatto morto negli anni ’80, e che, ancora oggi, si può fare un grande horror di qualità senza scadere nei soliti stereotipi ed utilizzando mezzi come qualsiasi altra pellicola. Autopsy è interpretato da pochi attori, in atmosfere decisamente claustrofobiche. Ho parlato per esteso di questo film nella recensione completa su questo sito.

#15 Ju-On (2000)

Horror indipendente da home video, da non confondersi con il remake americano “The grudge“: qui è decisamente un’altra storia in termini di paura, tensione e atmosfera. Su Amazon lo trovate sia il cofanetto con il DVD singolo che la trilogia. Recensione completa qui

#14 Sleepaway Camp (R. Hiltzik, 1983)

Horror giovanilistico sulla falsariga del classico Venerdì 13 di Cunnigham, si segnala soprattutto per il finale, un twist della trama tanto spaventoso da diventare cult tra gli appassionati. Non troppo popolare in Italia perchè mai arrivato nè doppiato da queste parti, ma facilmente reperibile in inglese. Sleepaway Camp, lontano dall’essere un vero e proprio capolavoro, è comunque il b-movie che molti altri horror avrebbero voluto essere. Qui la recensione completa del film

#13 Non ho sonno (D. Argento, 2011)

Se non l’avete mai visto, è ora di provvedere: il vecchio Argento in quasi tutto il proprio splendore, per un lavoro che potrebbe considerarsi un Profondo Rosso in versione modernizzata, per quanto chiaramente di livello leggermente inferiore. Su Amazon è anche disponibile è in DVD con originalissimo packaging. Recensione qui

#12 Calvaire

Horror belga del regista Du Welz, è stata un’autentica sorpresa per molti spettatori: soprattutto per la sua capacità di fronteggiare l’insolito e l’imprevisto, e di costruire una trama imprevedibile e ricca di paura. Se volete gustarvelo in DVD, lo trovate qui. Recensione completa qui

https://www.youtube.com/watch?v=Hn3oba5HmH8

#11 Baskin

Un horror notevole e passato piuttosto sottogamba dalle nostre parti, e che merita invece una piena rivalutazione. A livello di contenuti, di mezzi e di ritmo sicuramente tra i migliori horror mai visti sullo schermo negli ultimi decenni. Recensione

#10 La casa dei 1000 corpi

Il primo horror di Rob Zombi riprende il genere brutale e nichilista degli anni ’70, e lo rielabora sfruttando stereotipi psichedelici, vagamente “da fumetto”. Questo probabilmente è uno dei migliori che ha realizzato, per quanto forse non originalissimo a livello di trama. Recensione

#9 The butterfly room

Uno degli horror meglio realizzati degli ultimi anni (eccolo in DVD), in grado di rinnovare la tradizione del genere settanta/ottantiano senza stancare, senza violenza inutile e con un grande livello di tensione ed innovazione. Da non perdere per nessuno motivo! recensione

#8 V/H/S (Registi vari, 2008)

Raccolta antologica di horror incentrato sul ritrovamento di misteriose ed inquietanti videocassette. Molto amato dai fan del horror, in particolare il primo episodio è davvero pauroso e ben realizzato. Su Amazon si trova facilmente in DVD. Recensione qui

#7 Martyrs (P. Laugier, 2008)

Si presenta al pubblico con uno stile pulp e di pura azione, ma si tratta in realtà di uno degli horror più cupi e brutali degli ultimi anni: anche qui è il sottotesto a farla da padrone, incentrato sulle capacità manipolative e sul martirio inteso come espiazione di una vita di peccati. La creatura filmica di Laugier proietta in modo esplicito – e spesso insostenibile – estrema crudeltà e violenza sugli occhi dello spettatore. Qui la recensione completa del film

#6 Possession (Andrzej Zulawski, 1981)

Relegato (nonchè snobbato) quale cinema d’essai, Possession è la concreta dimostrazione di come l’horror possa, volendo, esprimere drammi tangibili ed essere uno strumento di comunicazione ineguagliabile. Possession, pur non essendo strettamente un horror, risulta oggi come piccolo capolavoro di cinema del terrore, nonostante qualche stranezza nella narrazione che riesce comunque a farsi seguire anche dal grande pubblico, e che incanta per la drammatica interpretazione di Isabelle Adijani. Nulla a che vedere con possessioni demoniache: il tema del film è l’ossessione di un marito geloso verso la consorte. Qui la recensione completa del film

#5 A l’intèrieur

Un horror francese del cosiddetto filone “new horror”, legato alle cronache degli ultimi anni e declinato come autentico incubo ad occhi aperti. Un piacere terrorizzante ed incisivo per gli occhi di tutti i veri cinefili, che non potrà lasciare indifferenti. Recensione qui

#4 Shining (Stanley Kubrick, 1980)

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Sebbene Kubrick sia stato un regista assai poliedrico, negli anni della propria attività, il suo esperimento con l’horror non è certo passato inosservato: a detta di moltissimi Shining è il film horror perfetto, sia a livello di atmosfere che di terrori surreali sublimati da immagini fredde ed al tempo stesso familiari. Un film su una tragedia in famiglia raccontata attraverso il soggetto originale di Stephen King (che Kubrick rielaborò radicalmente, per certi versi, e che portò lo scrittore a definirne la riduzione “una macchina fantastica priva di motore“) e su cui aleggiano storie inquietanti o singolari: ad esempio l’attore protagonista Danny Llyod non vide il film in versione integrale prima di essere diventato maggiorezze (all’epoca girò Shining convinto che fosse un film drammatico), Shelley Duvall ebbe un vero e proprio esaurimento nervoso durante le riprese, e Jack Nicholson fu forzatamente nutrito per due settimane con sandwich al formaggio per alimentarne la frustrazione.

Shining di Kubrick rimane, pertanto, una delle pietre miliari dell’horror di ogni tempo.

#3 Nightmare – Nuovo incubo (W. Craven, 1994)

Non poteva proprio mancare il villain per eccellenza, quello che ha terrorizzato generazioni di spettatori negli anni ’80 e ’90 e che ancora oggi, almeno in parte, eredita buona parte del proprio fascino. Qui l’horror è davvero intrigante, peraltro, perchè immagina il set di un horror in cui il personaggio del killer uccide sul serio (anticipando in parte un tema poi ampiamente riaffrontato dal regista in Scream). Ho scelto questo in tutta la saga per motivi di modernità, ma anche perchè è il secondo diretto da Craven (artefice principale del personaggio); andrebbe ovviamente per altrettanti meriti Nightmare – Dal profondo della notte. Qui la recensione completa.

#2 Non si sevizia un paperino – La maciara (L. Fulci, 1972)

Non citare almeno un Fulci in una lista di film spaventosi sarebbe stato davvero difficile: anche volendo ignorare tutto l’horror crudo o surreale della sua produzione (che rimane per appassionati e piuttosto avulso ai gusti del grande pubblico), questo film rientra per meriti indiscutibili nella cinematografia più spaventosa di sempre. Non si sevizia un paperino (a quanto pare l’articolo “un” venne imposto dalla Disney per una questione di diritti) è noto per aver spaventato – fin dalle prime scene, con lo scheletro di un neonato – ed infranto tabù dell’epoca: la mentalità di un paese retrogrado del sud, molti riferimenti a voodoo, magia nera e pedofilia. Qui la recensione completa.

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#1 A Serbian Film (Spasojevic, 2010)

Concludo con questo perchè credo che – al netto della frotta di pseudo-snuff che a mio parere lasciano il tempo che trovano, e che qui non ho voluto citare per scelta editoriale – A Serbian Film è molto spaventoso e davvero disturbing, arricchito da un sottotesto politico ed con almeno un paio di scene in cui sarà impossibile non coprirsi gli occhi con le mani. Davvero impossibile definirlo “un bel film“, altrettanto indegno pensare l’esatto contrario.

In una lista di film spaventosi rimarrà al top della lista per molti anni. Qui la recensione completa

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