Mai perfettamente radicato nelle compagnie di teatro tradizionale, che in molti casi finivano per ereditarne o “rubarne” alcune caratteristiche,  il teatro sperimentale è un po’ come il suo omologo cinematografico: difficile possiede un riscontro di pubblico tale da consentirgli di affermarsi in un solo paese. Non è un caso, infatti, che moltissime compagnie di questo tipo siano quasi esclusivamente di caratura internazionale, e propongano spettacoli sempre più complessi, affascinanti ed “azzardati” nella loro forma. Non è facile inquadrare la totalità delle compagnia di questo tipo, ed in questo articolo abbiamo preferito limitarci a selezionare quelle che, in base ai nostri interessi o letture recenti, ci sembravano più interessanti.

Squat Theatre

Sul finire degli anni 70, ad esempio, si affacciò sulla scena USA una singolare compagnia proveniente da Budapest, che da tempo sperimentava forme di teatro in contrasto con la tradizione e che si svolgevano, ad esempio, direttamente all’interno dei loro stessi appartamenti. Le autorità locali arrivano a censurarne i contenuti perchè considerati “politicamente radicali”, e ciò spinse il gruppo a migrare altrove, andando prima a Parigi e poi definitivamente a New York. Città in cui, peraltro, vi era un fortissimo fermento culturale, tanto che il gruppo produsse il lavoro “Andy Warhol’s Last Love” che richiama direttamente la figura di Warhol e le sue innovative forme di pop art.

La singolare caratteristica del gruppo era che non esisteva alcun copione per gli spettacoli, e gli attori seguivano una sorta di naturale “flusso di coscienza” per cui, ad esempio, uno spettacolo di oggi poteva essere la prosecuzione di quello delgiorno prima. Di fatto, veniva altresì abolita la distinzione tra attore e personaggio, mentre le relazioni tra gli stessi personaggi-attori riflettevano quelle (sociali, di amicizia, o sentimentali) che ne caratterizzavano la vita di ogni giorni. I loro spettacoli sono drammi quasi esclusivamente di natura personale, che rigettano il testo teatrale in quanto tale e lo costruiscono anche a costo di allungare drammaticamente i tempi (un’esibizione media poteva, di fatto, durare diverse ore). I copioni dei loro spettacoli sono stati singolarmente scritti dopo gli spettacoli e non prima, pubblicati da Rubbettino Editore.

The Living Theatre

Ma gli USA non erano nuovi a forme di teatro sperimentale, avendole viste nascere e in nuce molti anni prima: parliamo ovviamente di Julian Beck e Judith Malina, fondatori del The Living Theatre già nel 1947. The Living Theatre ha girato il mondo con i suoi spettacoli, sfruttando spesso location non adibite per il teatro come strade e carceri. Ha influenza a sua volte molte esperienze sperimentali successive, come ad esempio Bread and Puppet Theater e The Open Theater,  vincendo numerosi premi e riconoscimenti negli anni. La maggioranza dei loro spettacoli è incentrato su tematiche pacifiste.

The Living Theatre è stato oggetto anche di un documentari del 1983 dal titolo Signals Through the Flames.

Neo-futurists

Con esplicito richiamo al movimento futurista (così spesso frainteso quanto discusso nella critica letteraria), i Neo-futurists vengono fondati da Greg Allen nel 1988. Il tratto distintivo di questo genere di teatro sperimentale risiede nella sua velocità: nel loro spettacolo più breve, Too Much Light Makes the Baby Go Blind: 30 Plays in 60 Minutes, vengono proposte 30 piece distinte in soli 60 minuti, in un mix di stili che deve moltissimo alle arti performative in genere.

Sono quattro, attualmente, i teatri che propongono i loro spettacoli: The Neo-Futurarium a Chicago, The Kraine a New York, PianoFight a San Francisco e Rosemay Branch Theatre a Londra.

Societàs Raffaello Sanzio

In Italia non si trova moltissimo in ambito prettamente sperimentale, ed è impossibile non citare la Socìetas Raffaello Sanzio di Cesena. Lavorando sempre sul filo del paradosso, dell’esasperazione verbale e della valorizzazione del mito, i loro spettacoli sono incentrati all’insegna della ricreazione scenica, con richiami di vario genere a simboli, colori, movimenti coreografici in spazi surreali. Qualcuno, a riguarda, ha parlato apertamente di surrealismo italiano, capace di infondere sensazioni mistico-sulfuree derivate dalla musica rock, dalla poesia moderna, dai fumetti e dall’arte pop in generale.

Conclusioni

Tutte le forme di avanguardia e di sperimentazione, nell’arte teatrale come in quella musicale e figurativa, nascono soprattutto in conseguenza di periodi di crisi. Sono spesso, in altri termini, una risposta alla crisi: ed è per questo che riteniamo interessante parlarne oggi, proprio perchè (si spera) da una crisi enorme stiamo provando ad uscire da poche ore, con l’arrivo del vaccino per il  Covid-19. Ed è da qui che si riparte ed è da qui che, forse, tra qualche anno parleremo di qualche nuova corrente artistica degna di essere ricordata in futuro

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