Melvin è un NPC deriso, un corpo pre-ironico immerso nel rumore bianco di una palestra dove il bullismo è legge naturale e la modernità è già fallita. Un incidente industriale — rifiuti radioattivi come sacramento del capitalismo terminale — lo proietta oltre l’umano: nasce The Toxic Avenger, avatar mutante della giustizia glitchata.
La carne si riscrive.
La morale implode.
La violenza diventa slapstick metafisico.
Il Toxie non salva il mondo: lo corrompe nel modo giusto. Smembra yuppie, frulla corruzione, decapita l’ipocrisia con una scopa come reliquia post-apocalittica. Ogni frame è una bestemmia contro il buon gusto, ogni omicidio un meme proto-virale prima di Internet. La città è un dump di dati morali, e il mostro è l’unico antivirus rimasto.
Toxic Avenger (1984) è ecologia punk, body horror da discount e giustizia poetica scritta in acido. Non è un film: è un incidente chimico che ride mentre ti guarda morire.
Tromaville non è solo una città: è uno specchio scagliato contro la morale produttiva del cinema di genere. Qui, la violenza trova le proprie origini nella memoria corporale del regista stesso — la scena di schiacciamento di una testa deriva da un ricordo di Lloyd Kaufman che, uscendo dal garage, urta con l’auto sua sorella: nessun danno reale, ma il fantasma di quell’impatto cicatrizza nella pellicola come simulacro di brutalità. IMDb
La produzione si espone al reale caos urbano: durante le riprese in Shinbone Alley, un senza tetto ruba una pistola di scena e minaccia la troupe, facendo esplodere la finzione nell’istante stesso della realtà. IMDb
L’iconografia del corpo distrutto — la mitica testa schiacciata — non è digitale né carica di mezzi, ma costruita artigianalmente: un melone riempito di sciroppo di mais e colorante rosso, bardato di una parrucca e applicato su un manichino. Cheap FX, alta inquietudine. IMDb
La visione di Toxie sul mondo è così convincente che anche il reale degrado sociale lo traveste da sé: secondo Mitch Cohen, quando girava la scena di lotta con Cigar Face e la sua banda, un barbone gli offrì da bere, scambiandolo per un vero senzatetto ustionato. IMDb
Nei ranghi della violenza spettacolare, il personaggio di Frank è interpretato da Larry Sulton, che aveva un solo braccio. Il cinematografo utilizza questa condizione non per pietà, ma come gancio narrativo brutale: il braccio protesico è statico fino al momento in cui Toxie lo strappa via. IMDb
Infine, la geografia delle sequenze eliminate — come nella Extended/Japanese Cut — ci restituisce un Toxie che non uccide Wanda o Julie, ma le infortuna e lascia che si affrontino in una scena di caos reminescente alla stazione di polizia: Wanda fasciata, Julie rasata. Un altro frammento di realtà tagliato dal flusso canonico.
DATI DEL FILM
Titolo originale: The Toxic Avenger
Anno: 1984
Paese: Stati Uniti
Regia: Michael Herz, Lloyd Kaufman
Sceneggiatura: Joe Ritter, Lloyd Kaufman
Produzione: Troma Entertainment
Genere:
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Commedia horror
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Splatter
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Supereroi (pre-MCU, post-buon senso)
Durata: circa 82 minuti
Budget: circa 500.000 dollari
Incassi: oltre 5 milioni di dollari (soprattutto home video e circuiti midnight)
Cast principale:
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Andree Maranda – Melvin Junko III / The Toxic Avenger (corpo)
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Mitch Cohen – The Toxic Avenger (voce)
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Jennifer Babtist – Sara
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Pat Ryan – Mayor Peter Belgoody
Caratteristiche notevoli:
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Violenza estrema e grottesca
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Umorismo politicamente scorretto
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Estetica low-budget radicalizzata
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Cult assoluto del cinema indipendente trash
Eredità culturale:
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Ha generato sequel, cartoon per bambini (paradosso totale), musical, fumetti
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Simbolo definitivo della filosofia Troma: do it yourself, offend everyone, survive anyway
