Deranged (1974, J. Gillen, A. Ormsby)

Ezra, un hillbilly che ha trascorso la propria vita in una casa di campagna lontano dalla civiltà, rimane sconvolto dopo la morte della madre ed inizia a praticare la necrofilia: è la vera storia, almeno per grandi linee, del serial killer americano Ed Gein.

In breve. Cult dell’horror artigianale e splatter a basso costo, possiede un’importanza storica notevole perchè ha ispirato numerosi thriller successivi: artigianale, brutale e diretto come solo il primo Non aprite quella porta saprebbe essere, non è un capolavoro – soprattutto a livello narrativo. Rimane comunque un oggetto di culto per cinefili della prima ora e fan dello splatter più estremo.

Prodotto da Tom Karr con i 200.000 dollari ricavati dalla propria attività di promoter musicale (Led Zeppelin e Rod Steward tra gli altri), Deranged è uno dei thriller “artigianali” più celebri, ed oggetto di particolare culto anche in Italia dove, di fatto, non è mai stato doppiato. Le versioni disponibili commercialmente del film sono sottotitolate, e questo probabilmente ha contribuito a crearne la  fama e costruirne il culto tra gli appassionati di horror. Di fatto, siamo lontani dalla macabra poetica che accompagnava Henry pioggia di sangue e Maniac, per quanto questi due film sembrano tributare Deranged più di quanto possa sembrare a prima vista.

Un film girato con un stile essenziale e disturbante, con attori non sempre credibili ma dall’impatto notevole: il capolavoro di Tobe Hooper uscito lo stesso anno, del resto, è molto simile visivamente, e lo ricorda apertamente ad esempio nella sequenza “…a pranzo coi parenti defunti” (scritto così sembra quasi un cinepanettone, vero?). Nonostante questo innegabile aspetto seminale, Deranged mostra – visto oggi, al di là di una coraggiosa produzione e di qualche difetto di ritmo – una sostanziale immaturità, e mi riferisco al livello narrativo dello script: la storia, di per sè, non sembrerà troppo accattivante allo spettatore, specie se già si conosce la storia di Ed Gein a cui il film si ispira a chiare lettere.

Certo è che bisogna sempre contestualizzare, ed è evidente che questo lavoro di Gillen-Ormsby è un vero pugno nello stomaco, specialmente nelle pesantissime sequenze splatter e di necrofilia. Gli sguardi ambigui di Ezra, individuo cresciuto in una casa in campagna per tutta la propria vita, lontano dalla realtà, assumono comunque una valenza grottesca e quasi involontariamente comica, che – soprattutto nella sequenza iniziale con la madre morente – sembra scivolare pericolosamente nel trash. Superata questa prima sequenza un po’ zoppicante, e sorvolando sulla non indispensabile figura del giornalista che racconta la storia direttamente sulla scena (utile quanto i plastici di “Porta a porta“), Deranged è un film essenziale per la cinematografia di genere, ma non per questo deve a mio avviso essere sopravvalutato. Il genere serial killer necrofilo ed assassino di donne, del resto, si svilupperà in modo molto più compiuto ed incisivo solo negli anni successivi (a mio avviso da Maniac in poi). Se volessimo individuare il difetto globale, quindi, penso possa risiedere in un film che manca di qualcosa a livello di intreccio, e che oggi sembra inevitabilmente datato a differenza di altri capolavori usciti in quegli anni, senza nulla togliere – ovviamente – al fatto che resti un lavoro indispensabile per il genere.

Molto prima del più recente Ed Gein – Il macellaio di Plainfield (2000), si tratta il film basato più da vicino sulla vera storia del serial killer Ed Gein, che nel film viene riferito come Ezra Cobb. La sua figura è quella di un hillbilly americano, rimasto isolato dalla modernità, morbosamente attaccato ad una madre religiosissima e affezionati ai tempi bucolici dell’opera d’arte American Gothic. Nascosto dietro una facciata di apparente normalità – per tutto il film il suo vicino lo tratta come un semplicione, al limite un po’ bizzarro – e che invece inizia a praticare la necrofilia e l’omicidio di punto in bianco, dopo la traumatica scomparsa della madre. Visto oggi, Deranged ha probabilmente un po’ smarrito la carica iniziale che lo accompagnava, ma rimane un cult da vedere (certamente non adatto a tutti gli spettatori), al limite per curiosità sul genere.

Particolarissima la colonna sonora, un tema ossessivo suonato esclusivamente con un organo – e che sa definire un effetto disturbante associato alle immagini – nonchè versione strumentale di un vecchio brano religioso, dal nome “The Old Rugged Cross“. Tra le molteplici versioni disponibili – non esiste una versione doppiata in italiano, e difficilmente se ne vedrà una in giro – Deranged è disponibile su Amazon edito dalla Arrow in versione sottotitolata ed ovviamente uncut.

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Deranged (1974, J. Gillen, A. Ormsby)
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Originally posted 2015-03-07 13:00:02.