La sextortion è l’incubo digitale dentro ognuno di noi
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Nel film Cam la protagonista Alice vive la propria professione di sex worker online in modo sereno, finchè non scopre che la propria versione digitale (l’alter ego, il suo comportamento online che è ben diverso da quello che possiede come persona reale) si è letteralmente sottratta alla sua volontà e sembra vivere di vita propria. L’immagine dell’altro, i(a) nella nomenclatura lacaniana,  ciò che vediamo dallo specchio quando scrutiamo dentro noi stessi, potrebbe arrivare a ribellarsi alla nostra volontà e vivere autonomamente?

La sextortion sembra concretizzare questo incubo: un video o una foto privata scattata magari in un momento di passione o trasporto diventa oggetto di ricatto, minaccia e controllo della vita di una vittima. Che a quel punto non può quasi fare nulla, resta intrappolata in un meccanismo di vergogna e rabbia e spesso purtroppo non trova la forza di reagire adeguatamente alla situazione. Il corto uscito quest’anno A voce nuda di Mattia Lobosco prova a dare voce a questo disagio, parlandone senza filtro, ed è disponibile su RaiPlay.

Cos’è la sextortion

La sextortion è un tipo di estorsione che coinvolge il ricatto basato sull’utilizzo di materiale sessualmente esplicito o intimo. Questa pratica avviene quando una persona minaccia di divulgare immagini, video o informazioni private e sensibili di natura sessuale di un individuo, preso di mira per particolari ragioni o bullizzato, a condizione che venga pagato un riscatto o siano compiute azioni specifiche richieste dal ricattatore per non divulgare le foto o i video. Un fenomeno le cui vittime sono spesso donne ma che, a conti fatti, possono anche prevedere uomini al loro posto, per quanto nella cultura patriarcale dominante si imponga quasi sempre il primo, come caso più frequente.

La sextortion ha origine da situazioni in cui un individuo invia o riceve immagini o video intimi o sessualmente espliciti, magari durante conversazioni su piattaforme online o tramite messaggi. Il ricattatore minaccia di divulgare queste immagini o video ad amici, familiari, colleghi o su piattaforme pubbliche a meno che la vittima non ceda alle richieste di denaro o altri favori.

La sextortion è una pratica illegale in molti stati e può avere serie conseguenze emotive, psicologiche e sociali per le vittime coinvolte. Potrebbe causare ansia, depressione, vergogna e persino danni alla reputazione e alle relazioni personali o professionali delle vittime. Molto comune, in questi casi, anche il victim blaming, ovvero provare ad incolpare la vittima di non essere stata abbastanza attenta alla propria privacy, quando in realtà la colpa è ovviamente dell’abusante. Per proteggersi dalla sextortion, è importante non condividere materiale intimo con persone sconosciute o non fidate online, utilizzare impostazioni di privacy sicure e, se ci si trova vittima di questo tipo di estorsione, è essenziale contattare le autorità competenti per segnalare il crimine e cercare supporto da parte di professionisti qualificati.

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