Le orme (L. Bazzoni, 1975)

Alice Campos è una traduttrice tormentata da un incubo atroce; presto il sogno sembrerà prendere il sopravvento sulla realtà…In breve. Un thriller macchiato di suggestioni sci-fi giocato quasi esclusivamente sul piano mentale, splendidamente interpretato dalla Bolkan. In tre parole: un gran film.

il titolo “Le orme” evoca, senza pero’ avere non ha nulla a che vedere, l’omonima band progressive di “Sospesi nell’incredibile”. In effetti, guarda caso, la protagonista della pellicola si trova giusto in una situazione di sospensione intollerabile, come una spada di Damocle che sembra pendere sulla sua testa da tempo immemorabile e – in modo vagamente kafkiano – senza conoscerne le motivazioni. Un’interpretazione davvero magistrale di Florinda Bolkan, immersa in una trama completamente surreale e ben svolta, neanche troppo diversa da quella dei cosiddetti “capolavori” sopravvalutati che il cinema patinato del thrilling psicologico ci propina spesso e volentieri.  Un’autentica meteora di gran classe, che si fa strada ancora oggi con grande autorevolezza nel panorama di un genere spesso un po’ troppo angusto quando non stereotipato fino al parossismo. Un lavoro disponibile in VHS – e, da qualche tempo, anche in DVD – per le gioie di tutti i palati underground, in particolare di chi riesca a seguire con piacere un film non banale sul piano concettuale, che evoca mille suggestioni e provoca un senso di attesa davvero unico nel suo genere. “Le orme” narra una storia in cui, nonostante l’apparente assurdità delle prime sequenze, è molto facile immedesimarsi completamente: l’astronauta che muore soffocato, nella sequenza da incubo ambientata sulla Luna, non fa che coronare splendidamente il resto della pellicola. Tale incubo sembra voler simboleggiare il senso di solitudine della protagonista, che si risveglia dopo tre giorni di oblio senza ricordare nulla di quello che le sia accaduto. L’unico punto significativo sembra essere, scopriamo successivamente, una cartolina strappata che raffigura l’esterno di un albergo su un’isola sperduta: in preda  ad una vera e propria crisi esistenziale Alice decide di recarsi in questo luogo misterioso, dove farà i conti con una incredibile verità. “Le orme” possiede uno script solido, in definitiva, assolutamente di rilievo (tratto dal romanzo Las Huellas di Mario Fenelli) e che nulla ha da invidiare ad altri equivalenti film di questo genere, e che lascerà un’enorme soddisfazione anche al pubblico più esigente, a patto che disponga ancora della capacità di farsi letteralmente travolgere dagli eventi narrati: in caso contrario, probabilmente non sarà considerato alla stregua di un vero e proprio capolavoro, per quanto sarà difficile negarne completamente le qualità.