L’accidia di John Doe (e di tutti noi)
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Disinteresse, passiva rassegnazione, grottesca arrendevolezza: Travis Bickle di Taxi Driver può essere interpretato come un individuo alienato e apatico nei confronti della società che lo circonda, incapace di trovare un senso di scopo nella sua esistenza. Accidia è un termine che deriva dal latino, e a sua volta ci arriva dal greco antico “ἀκηδία” (akēdía), composto da “a” privativo e “kēdos” (cura): in sostanza, l’accidia indica una mancanza di cura o di interesse verso qualcosa, neghittosità, avversione all’operare dovuta al tedio.

C’è un film piuttosto famoso sull’accidia – per la verità ne esiste più di uno – ed è naturalmente Seven di David Fincher. John Doe si erge a perfido rappresentante dell’accidia nella sua forma più estrema, propinando allo spettatore un vero e proprio saggio per cui questo sentire non riguarda solo l’inerzia fisica ma anche l’inattività mentale, quella morale e naturalmente quella spirituale. In precedenza avevamo visto che uno dei sospettati della catena di delitti che rende il film allegorico era letteralmente morto d’inedia, ridotto a uno scheletro e ridotto al minimo per quasi un anno. Sul letto della vittima capeggia la scritta sloth, ovvero pigrizia, ma anche indolenza e accidia.

Di New Line Cinema – Netflix, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=111629181

Nel contesto del film, l’accidia di John Doe si manifesta attraverso la sua mancanza di empatia e compassione nei confronti delle sue vittime, ma anche attraverso la sua rassegnazione e disinteresse verso l’umanità nel suo complesso.  La rappresentazione dell’accidia nel personaggio è estremamente interessante e multi-stratificata. John Doe incarna l’essenza dell’accidia attraverso la sua mancanza di empatia e compassione, e la sua totale indifferenza verso la vita umana. John compie i suoi omicidi seguendo i sette peccati capitali, con l’obiettivo di punire simbolicamente coloro che li commettono. La sua accidia si manifesta nella sua rassegnazione e disinteresse verso l’umanità nel suo complesso: non prova rimorso per i suoi crimini, anzi, li giustifica come una sorta di “opera divina”, convinto di agire per il bene comune. Nel complesso, la rappresentazione dell’accidia nel personaggio di John Doe in “Seven” mette in evidenza la sua completa mancanza di cura e interesse per il bene degli altri, trasformandolo in un antagonista spaventoso e disumano.

Fincher ha affrontato il tema, del resto, anche in Fight Club, una riflessione sull’alienazione e sulla mancanza di significato nella società moderna, temi che possono essere direttamente correlati con quello in esame. American Beauty  di Sam Mendes esplorava la vita di un uomo in crisi esistenziale, intrappolato in una routine senza scopo e incapace di trovare significato nella propria vita, tematiche che richiamano l’accidia. Si potrebbe continuare citando Melancholia di Lars von Trier, incentrato sul tema della depressione e dell’apatia mostrando come i personaggi affrontino la prospettiva dell’apocalisse con rassegnazione e grottesca indifferenza.

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