Cloverfield è un film di genere apocalittico falso-documentario (mockumentary), girato interamente con una telecamera amatoriale nel 2008: con Lizzy Caplan, Odette Yustman, Michael Stahl-David e Mike Vogel.

Partiamo da molto lontano: era il 1999, e vidi per due volte di fila (per ragioni inspiegabili per me, oggi: parlerei di attrattività istintiva, forse) “The Blair Witch Project“. Fui molto colpito da quel modo “nuovo” (per me, ancora cinefilo in erba) di fare cinema. Vidi in diretta la nascita di tormentoni (la ragazza che urla ripetutamente “jooooosh“), mentre critici (a volte improbabili) pontificavano sulla scarsa qualità del film, il-vero-cinema-è-altra-roba.

La verità, probabilmente, è che quel piccolo cortometraggio, con tutti i pregi (pochi) ed i difetti (tanti), proponeva un’idea parzialmente rivoluzionaria di cinema, idea che Deodato ebbe per primo con il noto Cannibal Holocaust ed i tre cronisti protagonisti che documentano la storia. In fondo è questa l’essenza del primo Cloverfield, assieme a King Kong, Godzilla ed un sano tocco da serie TV sci-fi.

Telecamera tremolante per quasi due terzi del film, panico ed orrore quasi mai mostrato esplicitamente, scenari di guerra che piovono dal cielo (da chissà dove), e come se non bastasse narrazione non lineare, esasperata dal fatto che il video che vediamo è intervallato da un filmino-ricordo di due protagonisti. L’assalto apocalittico all’isola di Manhattan, vista dagli occhi di un gruppo di yuppies allegri, spensierati e propensi alla vita mondana. Ingredienti non sempre facili da digerire, che giustificheranno la critica da qualsiasi spettatore anche se, paradossalmente, potrebbe anche esserci chi griderà al miracolo.

Il ragazzo che ha registrato il filmato che poi compone il film nella sua interezza, scopriremo, ha sovrascritto per errore un vecchio nastro su cui l’amico del cuore (Rob) aveva ripreso i suoi momenti felici assieme ad una ragazza (Beth): durante la festa a sorpresa per la partenza di quest’ultimo, ad un certo ponto una terribile scossa fa andare via la corrente per qualche istante. L’inizio della fine…

Subito dopo, infatti, si assiste alla devastazione in diretta di Manhattan, mentre l’esercito tenta disperatamente di fermare l’enorme creatura responsabile, dalle fattezze di una specie di insetto gigante, che come se non bastasse dissemina la città di ragni della dimensione di cani (!). Abile, qui, il regista ad incrementare paura e curiosità nello spettatore, visto che il Male si vede soltanto per pochi istanti (neanche due minuti in tutto il film, alla fine), e tutto quel poco che ne sappiamo deriva dagli spaventati abitanti della città.

Il problema è che questo linguaggio non-convenzionale potrebbe risultare troppo spartano per i palati meno flessibili, e questo riduce obiettivamente – purtroppo – la qualità finale dell’opera.

Interessanti le citazioni apocrife del film: ovviamente la suddetta strega di Blair, la decapitazione della Statua della Libertà – che ricorda la scena finale de “Il pianeta della scimmie” e solo in parte “Fuga da New York” – a concludere con il “sano” spirito lovecraftiano che pervade l’intero film, visibile dal senso di orrore apocalittico indefinito, dovuto a mostruosità provenienti da altri mondi.

E in effetti il critico Harry Knowles, a suo tempo, aveva ipotizzato dalla campagna di marketing della pellicola una certa influenza di questo tipo (“the film will involve the late H.P. Lovecraft’s tales of monstrous ancient gods wreaking havoc on Earth“).

Cloverfield resta comunque superiore alle aspettative, non da’ il tempo di fare alcun tipo di sociologia umana tipica di queste opere, e mostra principalmente (forse per mere esigenze di facciata) la figura dell’eroe “uno di noi“, che si danna l’anima finchè non ritrova la ragazza a cui si è accorto, suo malgrado, di essere legato. Rivelare i propri sentimenti sulla spinta di una situazione critica è umano, ovviamente – ma è anche uno stereotipo cinematografico fin troppo abusato.

Un disegno ed un breve filmato dell’essere (spoiler – che vi consiglio di non guardare prima di aver visto il film) sono visibili da questo link:

Tra le curiositá, particolarmente spassosa la parodia di Cloverfield che è stata proposta da South Park, che potete vedere in streaming gratuito da qui (in inglese).