I mostri: le profezie sull’italiano medio di Dino Risi


20 episodi in tutto, scollegati tra di loro (il formato è antologico) per un film ancora attuale ed ancora oggi perfettamente godibile. Il soggetto de “I mostri” è composto rigorosamente da episodi autoconclusivi, e spesso talmente brevi da apparire fulminei: questo probabilmente ha finito per contribuire alla sua fama, crescente nel tempo perchè incentrata su vizi e virtù dei nostri concittadini medi.

I mostri fu anche uno dei pochissimi film impegnati a riscuotere un enorme successo a livello di pubblico, sia a livello di sale cinematografiche che di trasmissione in TV (la prima volta ciò avvenne nel 1977). La satira fortemente tagliente quanto umoristica, di fatto, contribuì a renderla accessibile e spinse alcuni registi, in seguito, a bissare l’esperienza (I nuovi mostri).

Il format, peraltro, permette al film di effettuare digressioni nel cinema di denuncia o sociale senza appesantire la visione, accodandosi ad una tendenza abbastanza tipica per l’epoca (basti pensare ad esempio a Signore, signori, buonanotte).

Risi peraltro girò diversi film a episodi come questo, quali ad esempio Vedo nudo e Sessomatto dove, naturalmente, il focus delle vicende era incentrato sulla sessualità, ed in particolare su come veniva vissuta dagli italiani dopo il 1968, anno fatidico di un cambiamento che forse, nella realtà, fu soltanto parziale o addirittura apparente.

Al centro di quel cinema vi erano (e vi sono anche qui) vicende intrise di humor nero e micro-storie che, un po’ per definizione, non potevano avere lieto fine e, anzi, vi rinunciavano spesso deliberatamente. Se il cinema di denuncia dell’epoca fu spesso disilluso, ne I mostri accarezza esplicitamente anche il cinismo, come avviene nell’episodio Il mostro: un uomo viene arrestato per aver ucciso i cinque figli, ma al momento della cattura sono i due agenti grotteschi e smorfiosi (Gassman e Tognazzi) a prendersi la scena.

E poi, naturalmente, c’è l’onnipresente Ugo Tognazzi, mattatore assoluto di questo film a episodi, che probabilmente riuscì a raggiungere il punto più alto delle sue numerose ed istrioniche interpretazioni, affiancandosi a Vittorio Gassman – con il quale duetta spesso e volentieri. Gassman e Tognazzi vinsero anche un premio, a pari merito, al festival cinematografico argentino Mar Del Plata un anno dopo l’uscita del film (nel 1964).

Molti episodi sono quasi storielle macabre da raccontare tra amici, come ad esempio l’episodio che apre il film (L’educazione sentimentale) che racconta di un padre romano impegnatissimo ad insegnare al figlio, fino dalla più tenera età, a fare il furbo (ad esempio ad uscire dal bar senza pagare i cornetti, a fingere un malore per aggirare il traffico per strada e così via). Dieci anni dopo, vediamo una laconica notizia: “uccide il padre dopo averlo derubato”. Stesso discorso per le storielle di infedeltà coniugale: un uomo sposato da pochi mesi chiede consiglio ad un amico (Come un padre), perchè teme che la moglie lo tradisca. L’amico lo rassicura si offre di parlare con la moglie, e poi si scopre che dormirà proprio a casa della donna.

Il sistema di valori in cui crediamo e spesso aderiamo ipocritamente viene messo alla berlina da ogni punto di vista, come in Testimone volontario, dove un uomo dalla forte tempra morale si offre volontario per testimoniare ad un processo, perchè potrebbe offrire un alibi di ferro ad un imputato di omicidio. L’avvocato dell’accusa, nonostante l’evidenza dei fatti, evidenzia dettagli scabrosi della vita privata del testimone e lo rende così inattendibile, nonostante dicesse la verità. Un episodio in particolare poi (Scenda l’oblio) è meta-cinematografico e molto incisivo, focalizzato sulla mancanza di coscienza e deresponsabilizzazione della classe media: marito e moglie assistono ad un film al cinema, film in cui si vede l’esecuzione di alcuni civili da parte di soldati nazisti, ma è il muro ad attrarre l’attenzione di lui, tanto che propone di farsene fare uno uguale nella propria villa.

Altri episodi del film riguardano casi di raccomandazione, la fissazione degli italiani per le auto (prima di mostrarla trionfante ai propri genitori, un uomo ci farà salire una prostituta), il calcio visto come panem et circensem, gli abusi di autorità e le piccole e grandi prepotenze quotidiane che tutti, in genere, ci troviamo costretti a fronteggiare. Ed è incredibile come il film sia fresco, moderno ed attuale ancora oggi.