La città nel cielo (2009, G. Cimini)

In breve. “La città nel cielo” prende spunto dall’estetica di Blade Runner e rappresenta un futuro fatto di cloni e droidi dalle sembianze umane, in lotta tra sentimenti ormai dimenticati, sogni utopistici e vuota, programmata avidità. Interessante prodotto della Distribuzione Indipendente da non lasciarsi sfuggire se si ama la fantascienza classica. Curatissimo in tutti i dettagli, e cosparso di un tocco di ironia e di situazioni già viste abilmente rielaborate: merita certamente una visione.

In un futuro post-nucleare nel quale non si può uscire di casa senza maschera antigas, Quinto – un clone umanoide che potrebbe essere uscito fuori dal cult di Ridley Scott – cerca riparo da un misterioso uomo che lo sta cercando. Scopriamo che il protagonista porta con sè una borsa piena di soldi, ed incontra casualmente una droide, teoricamente programmata per fare sesso ma che si rifiuta di farlo per via di un bug. In altri termini:  bella storia, grandissima fotografia e buon uso della computer grafica per questo prodotto italiano, noto ai più per essere stato tra i film più scaricati su iTunes qualche tempo fa. Un ottimo film da vedere ed eventualmente riscoprire, a cura della Distribuzione Indipendente. Epico ed indimenticabile il finale a sorpresa.