Still life (J. Knautz, 2005)

La storia di un automobilista insonne ed in riserva di carburante che incrocia una singolare cittadina…

In breve. Singolare cortometraggio vagamente surrealista, con finale a sorpresa decisamente sopra le righe. Un lavoro che sarà difficile dimenticare e che dovrebbe piacere anche ai meno affezionati alla sezione cinema horror e thriller.

Dal regista di “The Shrine” e “Teen Massacre” un cortometraggio probabilmente poco noto al pubblico, ma che vale certamente la pena di riscoprire ancora oggi. Una storia che sa vagamente di già visto nelle prime fasi, per poi mostrare una sorpresa piuttosto bizzarra (l’uomo si trova circondato non da altre persone bensì da manichini inquietanti) che avrà solo alla fine la sua incredibile spiegazione. Certo è che il film sembra possedere vari punti di riferimento, che pero’ sono meno precisi di quello che potrebbe sembrare, e che a me hanno richiamato tutta la corrente di sci-fiction classica, Ai confini della realtà tanto per intenderci, sviluppando quegli stilemi in un modo decisamente originale e conferendo un ritmo incalzante al film intero. Una visione certamente interessante ed attualissima ancora oggi, e che mi incoraggia tendenzialmente a visionare le produzioni più consistenti economicamente del regista, cosa che non ho ancora avuto modo di fare. Interessante il messaggio di fondo del corto che, in modo parzialmente inaspettato, mostra come la morale di un uomo possa essere facilmente relativizzata e come, soprattutto, le cose siano spesso diverse da quello che possono sembrare. Temi non certamente rivoluzionari, beninteso, ma che sono stati affrontati con linguaggio chiaro, originale e sufficentemente sopra la media del genere.