Recensione

Pene d’amore (Amo Ergo Sum): il cortometraggio-perla sull’amore

Ciro vive isolato sulla cima di una discarica: è pazzo d’amore ed urla il nome della donna che l’ha abbandonato. Si tratta di un camorrista che rischia di disgregare le sue due famiglie, quella naturale e quella “d’affari”.

In breve. Interessante cortometraggio ricco di spunti creativi: un quasi-poliziesco classico con qualche digressione “fumettistica” opera di Alfredo Fiorillo. Convincente e coinvolgente, vive di buoni momenti di azione ed è ricco di sequenze comiche che, per quanto semplici, fanno realmente sorridere (non era facile). In tutto questo è impossibile non citare le perfette caratterizzazioni dei personaggi: su tutti la donna gelida e priva di scrupoli (Caterina Misasi), il classico personaggio-macchietta (Francesco Scali) ed il killer privo di scrupoli (Pino Calabrese, in una doppia parte). “Pene d’amore” non lascia nulla al caso, anche grazie alla buona intepretazione dei suoi attori, e rientra sostanzialmente nella black comedy più classica.

 


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