Saltburn è il film che non ti aspetti

È da pochissimo disponibile su Amazon Prime il nuovo film di Emerald Lilly Fennell, promettente attrice e regista del panorama inglese classe 1985, alla sua seconda regia dopo Promising Young Woman del 2020. Si tratta di una black comedy ambientata in un college e poi in una villa lussuosa. Sulle prime nulla sembra essere cambiato dai tempi in cui Billy, giovane ricco e di ottima famiglia, bazzicava suo malgrado tra i benestanti della sua Beverly Hills, salvo scoprire orrendi mostri divoratori di carne umana. Bei tempi, diranno i soliti hipster, e se un confronto tra Yuzna e Fennell non appare troppo proponibile per questioni di curriculum possiamo, in ogni caso, goderci un’opera originale oscura, originale e dai tratti marcatamente grotteschi. Anche perchè Saltburn non è il college ma è dove si svolge gran parte dell’intreccio: una villa lussuosa di proprietà dei genitori di Felix, compagno di studi nonchè flirt del giovane Oliver.

Cast, trama e critica

Barry Keoghan nel ruolo di Oliver Quick
Jacob Elordi nel ruolo di Felix Catton
Rosamund Pike nel ruolo di Lady Elspeth Catton, la madre di Felix
Richard E. Grant nel ruolo di Sir James Catton, il padre di Felix
Alison Oliver nel ruolo di Venetia Catton, la sorella di Felix
Archie Madekwe nel ruolo di Farleigh Start, cugino di Felix
Carey Mulligan nel ruolo della “povera cara” Pamela, l’amica di Elspeth
Paul Rhys nel ruolo di Duncan, il maggiordomo di Saltburn
Ewan Mitchell nel ruolo di Michael Gavey, compagno di scuola di Oliver
Sadie Soverall nel ruolo di Annabel
Reece Shearsmith nel ruolo del Professor Ware
Dorothy Atkinson nel ruolo di Paula Quick, la madre di Oliver
Shaun Dooley nel ruolo di Jeff Quick, il padre di Oliver
Lolly Adefope nel ruolo di Lady Daphne
Joshua McGuire nel ruolo di Henry

Scritto, diretto e prodotto da Emerald Fennell, il film presenta nel cast Barry Keoghan, Jacob Elordi, Rosamund Pike, Richard E. Grant, Alison Oliver, Archie Madekwe e Carey Mulligan. Saltburn è ambientato in Inghilterra nel 2006 e racconta di uno studente dell’Università di Oxford che, tra una conoscenza e l’altra, vive questo singolare rapporto di subordinazione rispetto ad un compagno di studi, il quale presenta la considerevole caratteristica di essere più ricco e sicuro di sè di lui. Tutto cambia quando Felix invita Oliver nella sua tenuta di lusso, dove abita con la sua grottesca famiglia borghese e dove la realtà non è assolutamente ciò che potrebbe sembrare.

Per quanto l’ambientazione possa peccare di una iniziale vaga stereotipìa, fastidiosa perchè al limite dell’implausibile (le situazioni da college sono quelle che vediamo da sempre e che ben pochi che l’abbiano frequentato ha mai vissuto, forse), resta il sacrosanto diritto al patto registico tra Fennell ed il pubblico. Che è di tutto rispetto perchè si ispira spudoratamente a Teorema di Pasolini, aggiornandolo ai tempi e alle problematiche di oggi. Le idee sono solide, sostanziali, anche coraggiose: riguardano i tabù sulla sessualità e la repressione sessuale che affliggono ancora la nostra epoca.

E così, anche se in fondo crediamo di sapere dove andremo a parare (prima o poi si dovrà scrivere un trattato sulla presunzione di certo pubblico nell’avvicinarsi a certe opere che crediamo di aver visto mille volte, eppure…), vale la pena dare un occhio a questo prodotto, che omaggia l’horror (eventualmente sociologico) più classico (dal succitato Society a Parasite e fino al labirinto di Shining) ma si prefigura come prodotto dignitoso, originale, stimolante e diventato virale su internet nelle ultime ore, e che ha forse – ad essere obiettivi – nell’eccessiva lunghezza (oltre due ore di film) il proprio eventuale difetto più sostanziale. Una lunghezza che appare tuttavia necessaria, perchè non si tratta di tempi dilatati per il gusto di farlo, ma che sono funzionali alla trama e aiutano a raccontarne i sorprendenti risvolti.

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