Nightmare II: La rivincita (1985, J. Sholder)

Freddy, tutt’altro che sconfitto nel primo episodio, continua a tormentare i sogni di un giovane, tentando di ucciderlo nel mondo reale. Finale da brivido.

In breve: ambientazione tipica da horror americano (rapporti difficili tra genitori e figli, bullismo in college, un protagonista disadattato alla Society ed incubi inconfessabili), collegato in modo accettabile al precedente episodio e con un tocco di surrealismo che contribuisce a rendere malsana l’atmosfera. Freddy non è più l’ombra inquietante del primo episodio ma si mostra nel suo “splendore” fin dalle prime scene: in questo episodio il fuoco si manifesta per la prima volta in modo esplicito come punto di debolezza del mostro.

Episodio piuttosto avvincente e pauroso, diretto da Jack Sholder (L’alieno, Soli nel buio) e costruito sulla figura dell’uomo da incubo, sebbene con qualche scena un po’ improbabile (alcuni dialoghi resi male in italiano, o la scena dell’amore dichiarato con il quale Lisa fa sanguinare ed annichilisce Krueger). Caratteristico, poi, come la struttura del secondo episodio evochi fortemente quella del primo, mentre diventa chiaro che Nightmare può attraversare la dimensione da sogno, oltre a catapultarsi nella realtà quando meno lo si aspetta. La famosa scena iniziale del film con l’autobus nel deserto, che secondo IMDB sarebbe un errore geografico, è in realtà un’allucinazione in cui tutto è permesso, resa peraltro in modo vagamente auto-ironico (l’autista del mezzo è Englund senza trucco). Il confine tra realtà ed incubo rimane comunque sottile…

Per chi volesse tuffarsi nella croni-storia del personaggio, trovate su questo sito le recensioni di tutti i film “ufficiali” della saga (ad esclusione dei vari spin-off): Nightmare – Dal profondo della notte, Nightmare – La rivincita, Nightmare – I guerrieri del sogno, Nightmare – Il non risveglio, Nightmare Il Mito, Nightmare La fine.