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Diretto da Richard Fleischer nel 1973 e scritto da Stanley R. Greenberg, sulla base del romanzo di  Harry Harrison Largo, largo!, 2022: i sopravvissuti evoca gli orrori post-apocalittici fulciani di I guerrieri dell’anno 2072, che pero’ uscì solo qualche anno dopo e fu testimonial del genere inventato da John Carpenter con Fuga da New York. Non si tratta di un film caratterizzato dalle componenti d’azione tipiche del sottogenere, per la verità, ma si tratta di un unicum vero e proprio, anche (e forse soprattutto) per via dei vincoli contrattuali: Greenberg non voleva renderlo un action movie, per cui inserì da contratto il divieto di aggiungere o modificare dialoghi esistenti. Per questo motivo, 2022: I Sopravvissuti è uno dei pochi film in cui vedremo un climax narrativo del tutto privo di parlato.

Nonostante si tratti di fantascienza, la tecnologia è puramente repressiva, ed è un mondo realistico, quasi ballardiano, distopico quanto poveristico, in cui miseria e fame la fanno da padrone ed emerge la figura di Thorn, un poliziotto duro (e tutt’altro che integerrimo) che avrebbe potuto far parte di un qualsiasi poliziesco all’italiana senza sfigurare. Proprio dalla commistione tra la descrizione del mondo del 2022 e gli elementi tipici del poliziesco esce fuori la novità, l’innovazione, ciò che Fulci avrebbe descritto come la bomba che cerca di far deflagrare il genere. Se da un lato, infatti, vediamo il consueto mondo degradato del futuro – in cui i poveri sono sempre più poveri, la gente vive nelle auto, le donne sono grottescamente oggettificate e solo pochi ricchi possono permettersi vita agiata, aria condizionata, maggiordomo, TV e sesso – dall’altro l’indagine di Thorn prende una piega inaspettata, proprio perchè sta cercando l’assassino di un dirigente dell’azienda che produce il Soylent Green del titolo. Ovvio che da un lato troviamo la popolazione che viene continuamente repressa dalla polizia, mentre dall’altra i più abbienti godono del proprio status che, oltre ad essere sostanziale, tende a garantire loro la massima impunità.

Alla base del film vi è la ricerca spasmodica (e diretta erede del feeling anti-consumista che rappresentò anche Romero in Zombi, ad esempio) di questo prodotto, ambito perchè esso può garantire la sopravvivenza del genere umano. Soylent Green è diventata, ad oggi, una delle citazioni più abusate della cultura pop, e deriva proprio da questo film. Lo citano gli Iced Earth nell’album Dystopia, i NOFX, i :wumpscut:, ma fanno lo stesso anche Futurama, Simpson, South Park e l’elaboratissimo film di fantascienza Cloud Atlas. Il Soylent (a proposito di consumismo) viene anche commercializzato come bibita, ideata dall’ingegnere elettronico Rob Rhinehart, come bibita di vari sapori sulla falsariga di quanto indicato nell’intreccio, e disponibile all’interno del sito ufficiale Soylent.com.

Non a caso, il film è noto in lingua anglofona come Soylent Green, il che viene rimarcato all’interno del trailer. In italiano il titolo è poi diventato (seguendo la tradizione del cinema di genere nostrano, abile a costruire titoli geniali quando, in alcuni casi, sconfortanti) “2022: I sopravvissuti“. Non abbiamo dubbi, a questo punto, che possa diventare uno dei film retrò più popolari tra questo ed il prossimo anno, anche in vista della quantità spropositata di meme che sono circolati a riguardo (ed ora va in onda il secondo tempo del film 2022 i sopravvissuti, annunciato da Marina Morgan, è finito addirittura tra i suggerimenti di Google).

Elegante, compatto ed accattivante nel suo incedere, 2022 I sopravvissuti è un classico di ogni tempo della fantascienza, che si pone come critica embrionale al positivismo vacuo, confermando una tendenza nichilista che iniziava a farsi strada già da qualche anno prima. Tutto “meraviglioso” se non fosse che, come si scoprirà nel film – qui lo spoiler è quasi illegale, ma è altrettanto necessario – il prodotto risulterà essere composto da cadaveri di altri esseri umani. Non un virus, quindi, alla base del disagio e delle morti: ma semplicemente la sovrappopolazione, frutto di una società che si pone come apparato digerente degli esseri umani e finisce per esaltare le miserie dei molti e i vacui agi dei pochi. Per certi versi, poi, ci troviamo di fronte ad una dimensione narrativa espansa, ed in qualche modo invertita, dell’universo zombi: non morti viventi che anelano al nostro cervello, bensì noi stessi che abbiamo bisogno di cannibalizzare altri esseri umani, non importa a quale costo. Del resto la lezione (quasi del tutto teorica, ad oggi) del Covid-19 in tutto il mondo (senza scomodare dietrologie ridicole o paragoni impropri coi futuri profetizzati dai vari film distopico-nichilisti di ogni ordine e grado), dice forse proprio questo: dobbiamo riprendere contatto con la dimensione umana, a partire da quella relazionale, per poter ricominciare a vivere più o meno felicemente sul nostro pianeta.

Fu anche l’ultimo film di Edward G. Robinson , che morì poco dopo la fine delle riprese e, secondo IMDB, era affetto da una forma di sordità. Questo ovviamente creò dei problemi in fase di riprese, soprattutto quando avrebbe dovuto rispondere subito ad altri personaggi (senza così perdere il ritmo delle battute), e comportando che il regista dovesse ricorrere ad alcuni stratagemmi per poter effettuare dei tagli al girato, senza perdere continuità. Ciò comportò anche che il povero Robinson, che vantò ben 91 film nella propria carriera, in molti casi si trovasse a continuare a recitare anche quando le riprese non avvenivano, poichè non sentiva gli stop scanditi dal regista.

C’è anche una chicca per videogiocatori retrogamer all’interno del film: viene infatti mostrato il videogioco Computer Space, realizzato dal futuro fondatore della Atari Nolan Bushnell, che fu anche l’artefice del mitologico Pong. Il videogioco compare, per motivi ignoti, di colori diversi rispetto a quelli dell’originale.

2022: I sopravvissuti è generamente noto tra i cinefili nella sua edizione import in DVD Warner, dove si prefigura come un elegante cofanetto edito nel lontano 2003 (questa edizione non ha l’audio in italiano, ma presenta almeno i sottotitoli).


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