Ho amato questo film in maniera forse esagerata negli anni, ma soltanto perchè Boni e Ristori hanno ripreso un genere spirato, dato per morto (manco a dirlo, visto il tema) e l’hanno resuscitato conferendogli grande dignità. Pensare ai registi di “Eaters” snobbati dalle case di produzione italiane, tanto che il film è uscito per l’home video esclusivamente sul mercato inglese (un prodotto italiano introvabile in Italia, tanto per capire l’assurdo), francamente fa abbastanza incazzare.

Se pensiamo che la distrubuzione è avvenuta grazie ad Uwe Boll – sì, quello del discreto Postal e di svariate altri b-movie – farà forse alzare più di un sopracciglio. Del resto, e lo dico come semplice constatazione dei fatti, molti di quelli che l’hanno stroncato lo hanno fatto dopo aver visto il trailer (e basta), e basta leggere i commenti su Youtube in merito, per capirlo. I film andrebbero visti, altrimenti è fin troppo comodo sputare sentenze a casaccio. Uno degli effetti collaterali di internet, analogo alle discografia scaricate in massa e mai ascoltate, è esattamente questo.

Inoltre, come se non bastasse, film del genere sono crudelmente tagliati fuori dal circuito “usa e getta” delle produzioni faraoniche, col risultato che i produttori finiscano per sopprimere generi per intero solo perchè vedono il pubblico dileguarsi (vedi la sostanziale morte del western, ad esempio). In aggiunta, in un periodo in cui il pubblico è sempre più schizzinoso e vede il “già visto” anche quando non c’è (io stesso lo faccio spesso, di questi tempi), uscì fuori Eaters, un horror di quelli seri: un film non proprio idoneo alle serate di RaiUno del sabato sera, truculento, feroce e pieno di azione. Boni e Ristori se ne infischiano dei gusti della massa, evidentemente, e fanno benissimo – perchè se fai il regista di genere devi fare così.

Eaters è un film di zombi piuttosto tipico: la storia è quella di un gruppo di uomini (ed una donna) che cercano di sopravvivere ai cadaveri ambulanti che, ormai, hanno preso il sopravvento (una “nuova razza”, come viene definita nella locandina). Uno scorrere sanguinolento piuttosto fluido, che richiama pesantemente film poco noti come “Il giorno degli zombi” ed in cui, senza mai sconfinare nel plagio, le citazioni sono doverose e quasi “commoventi” per i fan più navigati: a cominciare dallo scienziato che studia i morti viventi, passando per gli zombi parlanti, gli esperimenti sui cadaveri ed i corpi mutilati e ridotti a semplice macelleria.

Gli “eaters“, peraltro, si muovono velocissimi e, a quanto vediamo, riescono a parlare e – udite udite – stanno imparando ad usare le armi. Non guasta che siano presenti buoni effetti (davvero spettacolare lo splatter, per essere un low budget), una discreta trama ed una recitazione forse non eccelsa, unico vero difetto riscontrabile in un film di quelli che meritano la visione e basta.

Del resto, per un pubblico abituato a due milioni di “fuck” a pellicola ed ai classici John Jackson, Hanna Prayer ed il vecchio Bill (il mandriano del Mississipi, quello che aveva una nipote teenager carina e molto amica di John Wayne: sei forse tu John Wayne?) avere di fronte una produzione puramente italiana con Cristina, Igor ed Allen potrebbe risultare un colpo “mortale” all’orgoglio americanista. Questo, probabilmente, è l’aspetto realmente disturbing di Eaters, molto più del sangue e della carne maciullata, il che lo rende soggetto – per una ragione che mi è ancora oggi poco chiara – a critiche gratuite (per non dire “abbastanza sceme”) provenienti da ogni parte. Perchè? Mistero.

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Razionalizzando la questione, mi verrebbe da dire che l’Italia ha soppresso il suo passato cinematograficamente eccelso: parlo di capolavori che la memoria collettiva ricorda solo se glielo dice Tarantino, tipo Zombi 2Incubo sulla città contaminata (che non è un film di zombi, ma vuoi mettere l’originalità?) e anche Fuga da New York, dal quale i registi traggono buona parte del feeling. Roba che il mondo ci invidia, e anche senza dover scomodare Rodriguez a ricordarcelo.

Senza voler tirare in ballo, per brevità, tutti i vari pulp-thriller contaminati con l’orrore di ogni genere e grado, mi rendo conto che questo discorso “passatista” diventerebbe populistico – quindi lo metto da parte. Si stava meglio quando si sta bene oggi, anche con film del genere.

E penso, con un briciolo di malizia di troppo, che se “Eaters” l’avesse fatto Dan O’Bannon, il John Carpenter della prima ora o George Romero staremmo tutti lì a tesserne le lodi, e – badate bene – forse senza nemmeno averlo visto sul serio. Invece siccome l’hanno realizzato Luca Boni e Marco Ristori, due sconosciuti di talento noti probabilmente solo ai lettori di Nocturno (e neanche a tutti), allora bisogna criticare senza misura, perchè “i veri film li facevano una volta“, “l’horror è quello degli ottanta“, “adesso dobbiamo accontentarci” e via così, avanti, in un crescendo masochista di “nostalgia canaglia” che mi fa venire in mente che, in questo scenario, l’orrore italiano è per scelta del pubblico morto e sepolto più o meno da trent’anni.

Non mancano, come dicevo prima, precisi riferimenti al post-apocalittico in generale, in primis a Fuga da New York e Fuga da Los Angeles, sostituendo abilmente i violenti gladiatori con fanatici neo-nazisti (un horror italiano con dei neo-nazisti per me è già meritevole di menzione, di suo).

Siamo d’accordo (spero) anche sul fatto che esistano dei piccoli difetti in Eaters: sebbene il tutto si riesca a mantenere sopra le righe, ad esempio non sempre è lampante se il film sia maledettamente serio o sottilmente ironico. I registi credo sapessero bene che il comico involontario è sempre in agguato, e sono riusciti – a mio avviso – a restarne alla larga; ma credo comunque che molti spettatori saranno leggermente disorientati fin dalle prime scene. Purtroppo, lo ripeto e debbo ribadirlo, perchè siamo in un paese in cui ad oggi vanno bene solo le commedie sentimentali o al limite i film TV drammatici con preti e suore protagonisti, non siamo più abituati ad un certo tipo di horror, e le reazioni scomposte che descrivevo all’inizio secondo me ne sono la prova.

Ma alla fine poco importa: Eaters è un action-horror immenso, da vedere ad ogni fottuto costo – per emulare il linguaggio dell’italiano Igor – e anche se conoscete Zombi di Romero a memoria provateci lo stesso. Attenzione, comunque, perchè cinismo, dettagli rivoltanti e sangue sono sempre in agguato, quindi è bene che parte del pubblico meno propenso non veda questo film. I fan degli zombi movie, invece, a cominciare dal personaggio di Dead Snow con la maglietta di Evil dead, saranno i benvenuti.

Titolo
Date
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Eaters (Luca Boni, Marco Ristori, 2011)
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16/03/2019