I migliori 25 horror mai girati (secondo me, nel 2012)

Horror: solo a sentire questa semplice parola la gente fugge in massa, molte gentili fanciulle si farebbero rinchiudere in una torre sperduta pur di non vederne, altri si dileguano senza farsi notare ed altri ancora sono a favore, al massimo, di qualche thriller quanto più possibile politicamente corretto. Eppure mummie, freak, zombi, vampiri ed esseri umani crudeli hanno continuato ad essere prodotti e sfornati a raffica fin dall’inizio del cinema, e questo soprattutto perchè ad una parte di pubblico continuano a piacere alla grande. La lista seguente è fatta da horror a mio parere imprescindibili, spesso poco noti e che possiedono quantomeno un valore indiscutibile dal punto di vista storico: favole oscure, racconti fantastici e (non di rado) brutali metafore della realtà. Per brevità non ho considerato i classici ben noti come Shining, Freaks o Nosferatu perchè mi aspetto che – almeno quelli – godano di sufficente fama e dignità già di loro. Per il resto: buon appetito, signore e signori…

1) L’orrore per eccellenza : Nightmare – Dal profondo della notte

Cult assoluto di Wes Craven, costruito in modo magistrale ed iniziatore di una saga leggendaria che ha spopolato fino agli anni 90. Forse oggi Freddy induce meno paura di quanto ne potesse fare all’epoca, ma nonostante questo il mostro che devasta i sogni dei giovani rimane un film imprescindibile per qualsiasi appassionato di cinema (e non solo horror, oserei dire). Nella provincia americana dei ragazzi iniziano a morire misteriosamente nel sonno: la spiegazione è da cercare proprio nel regno di Morfeo… .

2) L’orrore della guerra e dello sfruttamento: Il giorno degli zombi

Zombi movie poco noto: eppure funziona alla grande, vive di qualche tocco di sana ironia ed è probabilmente tra i film di Romero migliori mai visti; non mancano sangue, violenza e momenti puramente granguignoleschi, ma la trama è solida, i personaggi ben delineati ed il messaggio di fondo (antimilitarista) appare, oggi, fin troppo evidente. In un futuro apocalittico gli zombi sono diventati la maggioranza: un gruppo di umani cerca di sopravvivere grazie alla complicata convivenza con dei militari piuttosto esaltati…

3) L’orrore dell’isolamento e della modernità: Il seme della follia

Uno degli horror anni 90 passati forse più spesso nelle televisioni commerciali (e, un po’ paradossalmente, non banalissimo da reperire in DVD): a mio avviso summa magistrale dell’opera di John Carpenter, con tutti gli elementi cari al regista: follia, alienazione, isolamento dell’individuo e manipolazione delle menti (soprattutto quelle degli spettatori, con un sanissimo tocco di auto-celebrazione). Un film cucito su misura del pubblico, in un certo senso, che non fa sentire minimamente il peso dell’età (è del 1995) e non eccede in violenza gratuita in nessun caso. Si indaga sulla scomparsa di uno scrittore horror di successo: che fine ha fatto Sutter Cane?

4) L’orrore del corpo contaminato dalla macchina: Videodrome

Non poteva mancare dalla lista il film che ha anticipato la tematica della manipolazione della realtà mediante televisione: una cosa che oggi appare quasi ovvia, ma che all’epoca di uscita del film costituì un vero e proprio scossone all’interno del genere. Da vedere ad ogni costo, anche oggi: una delle punte di diamante del grandissimo David Cronenberg, tra realtà e snuff movie. Un’emittente pirata sembra trasmettere filmati di violenza gratuita, che ricordano incredibilmente le torture dei terroristi viste spesso in TV ai giorni nostri. Il proprietario di una TV privata si lascia affascinare da queste trasmissioni e decide di includerle nel proprio palinsesto…

5) L’orrore del sangue: Profondo Rosso

Non un horror puro ma un thriller a forti tinte orrorifiche, realizzato dal miglior Dario Argento e che rasenta (senza esagerazione) la perfezione. Colpi di scena continui, ed una violenza inaudita rispetto a quanto siamo abituati a vedere oggi benchè sempre cinicamente razionale e calcolata. Nessuno che ami davvero il cinema dovrebbe esimersi dalla visione di questa chicca assoluta: imperdibile dalla prima all’ultima scena. Una medium viene uccisa in circostanze misteriose, ed un musicista – in zona al momento del delitto – inizia ad indagare sul caso…

6) L’orrore della vendetta: Saw – L’enigmista

Primo episodio di una saga divenuta, negli anni, forse troppo abusata: ma qui c’è il meglio di tutto, tra omaggi ad Argento, tensione, crudeltà e dettagliati primi piani gore. Un modo a mio avviso innovativo, con tutti i limiti del caso, per riproporre la vecchia scuola horror in chiave moderna ed attuale, senza poter essere tacciati di nostalgismo. Due persone si risvegliano incatenati in una cella gelida ed abbandonata senza ricordare nulla di quello che gli è successo; una voce fuori campo inizia a fornire loro spiegazioni, e non saranno per nulla piacevoli…

7) L’orrore della mutazione: Il demone sotto la pelle

Uno dei film che sintetizza meglio lo stile di David Cronenberg e lo rende una delle opere più attuali ed efficaci mai realizzate. Una storia ambientata in un complesso residenziale di lusso dove l’apparenza mite nasconde una realtà orribile, a partire dalla prima crudele scena. Un po’ datato a prima vista (specie in alcune edizioni DVD piuttosto scadenti), si rivela più attuale e moderno del previsto durante il suo sviluppo.

8) L’orrore in diretta: [REC]

Per molti è sopravvalutato, nonostante tutto si tratta di uno dei migliori POV-mockumentary mai visti su uno schermo di recente: spaventa senza mostrare quasi nulla (fino ad un finale tesissimo e molto ben costruito), e riesce a farsi guardare anche da chi è maldisposto verso le oscillazioni da camera amatoriale tipiche di The blair witch project (dal quale Rec non eredita quasi nulla, se non l’idea di fondo prelevata a sua volta dal Ruggero Deodato di “Cannibal Holocaust“). Una conduttrice televisiva si trova casualmente a girare il proprio reality show in un condominio assieme ad un gruppo di pompieri…

9) L’orrore dell’amore: Audition

Guardatevi dalla forma apparentemente amichevole ed ordinata delle sue prime sequenze: non è il solito thriller con finale a sorpresa, Audition finisce per picchiare durissimo sugli sguardi degli spettatori e presenta uno dei personaggi più infidi ed affascinanti mai visti su uno schermo. In questo caso l’orrore diventa metafora dell’amore perduto, dell’amante che prima illude e poi scarica. Reggetevi forte fino alla fine e guardatelo: è uno dei migliori film di Takashi Miike, che io sappia ineguagliato compromesso tra qualità e sostanza. Un uomo si convince a ritrovare l’anima gemella grazie ai casting di un amico produttore televisivo: incontra così una donna apparentemente indifesa e decisamente affascinante, ed inizia a frequentarla…

10) L’orrore della sottomissione psicologica: Funny Games

Rientra in un più ampio calderone da film di genere ancorato ostentatamente al reale; molto violento e ricco di colpi di scena nonostante l’immobilismo della sua ambientazione. L’aggettivo che credo descriva meglio “Funny Games” è “Claustrofobico” con la “C” rigorosamente maiuscola. Haneke prende le distanze dalle lezioni di stile e dal perbenismo, e spiattella di tutto e di più sullo schermo, anche a costo di risultare impopolare nelle scelte e senza ricorrere allo splatter. Una dimostrazione concreta che si possa fare paura sullo schermo abolendo programmaticamente l’happy end e soprattutto senza scomodare morti viventi, mutazioni genetiche o vampiri sadici. Una famiglia (madre, padre e figlio) si reca nella propria casa delle vacanze, a due passi dal lago: poco dopo riceve una visita da parte di due giovanotti dall’aria rassicurante… Nota: esiste un remake del film sempre di Haneke ma con un cast differente – tra cui Naomi Watts – che non cambia praticamente di una virgola. Non chiedetemi perchè sia stato fatto…

11) L’orrore dell’ambiguità: Henry pioggia di sangue

Grandissimo film, sottovalutato dai più e sbeffeggiato incautamente da certo pubblico radical chic; di fatto è una perla simil-amatoriale che descrive uno dei più convincenti e crudeli serial killer mai visti sullo schermo. Roba che Hannibal The Cannibal appare, a confronto, un raffinato scrittore incline alla filosofia; realistico, selvaggio e disturbante fino alla fine, ci manda tutti KO senza secondo round (ha anche il pregio della brevità, dalla sua). Un must. Henry si reca a Chicago e si incontra con Otis, suo vecchio compagni di galera. Il primo stava scontando una sentenza per l’uccisione della madre, mentre il suo degno compare aveva ucciso durante una rapina: presupposti non proprio rassicuranti…

12) L’orrore dello sguardo: Marebito

Film forse poco noto al pubblico italiano: un sapiente gioco tra realtà, televisione e fantasia – a tratti vagamente poetico – che non degenera mai nella vuota masturbazione mentale o nella violenza insulsa. Takashi Shimizu – più noto per i celebri Grudge e Ring – confeziona un lavoro incentrato parzialmente sul voyeurismo, evitando l’eccessiva astrazione ed usando un linguaggio che risulterà familiare al pubblico e saprà incollarlo allo schermo. Da vedere ad ogni costo, anche se non è banalissimo da reperire.

13) L’orrore della realtà: Tesìs

Da sempre mi chiedo quale gusto perverso possa guidare un essere umano anche solo a pensare di vedere uno snuff-movie; di fatto “Tesìs” è un film che riesce in parte a rispondere alla domanda in questione, sviluppando una trama decisamente interessante sul “gusto di guardare” la morte. Tematica senz’altro macabra, ma trattata tutto sommato senza inutili eccessi e, soprattutto, senza la violenza gratuita di altri omologhi. Una studentessa sta ideando una tesi sulla violenza mass-mediatica, ed inizia ad interessarsi al fenomeno degli snuff (filmati amatoriali illegali contenenti violenza reale) assieme ad un collega patito di cinema estremo…

14) L’orrore del doppio: La metà oscura

Non il miglior Romero di tutti i tempi, anzi: eppure si tratta di uno dei più intriganti romanzi di King in una delle migliori trasposizioni sullo schermo dello scrittore; negli anni novanta sarebbero state due ragioni più che sufficenti per comprare direttamente la videocassetta originale e custodirla gelosamente nell’armadio. Il fascino di questo film non si perde neanche oggi, ed ha finito per ispirare numerosissimi spin off, derivazioni e imitazioni. Da vedere (e da leggere, il libro) almeno una volta nella vita. Uno scrittore di romanzi di successo ha pubblicato romanzi pulp con uno pseudonimo; un suo fan un po’ svitato lo scopre e lo manda in crisi… Su questo tema ci sarebbe da citare anche Inseparabili di Cronenberg, per quanto decisamente su altri toni.

15) L’orrore dei nostri simili: La notte dei morti viventi

Avrei potuto forse esimermi dal segnalare il Capolavoro di George Romero del 1968? Credo proprio di no: il “papà” di almeno una trentina di zombi movie (noti e meno noti, bellini e bruttini) è ancora vivo (!) e vegeto, ed aspetta solo di essere rivisto per l’ennesima indimenticabile volta. Con tutto il rispetto dovuto al suo celebre seguito, Zombi, s’intende. Due persone vanno a trovare i cari estinti al cimitero; poco dopo uno strano tizio si avvicina loro con un tipico passo ciondolante…

16) L’orrore interiore: Secret Window

Sorta di “fratellino” malvagio del succitato “parto” di Stephen King, è un horror moderno formidabile, interpretato e diretto con grande intensità; strano che se ne parli così poco in giro. Merita alla grande! Uno scrittore in crisi esistenziale si rinchiude nella propria casa in campagna: un giorno un villano dall’aria inquietante gli racconta di essere stato vittima di plagio da parte sua, ed inizia a perseguitarlo…

17) L’orrore della delusione: L’abominevole dottor Phibes

Uno dei mad doctor per eccellenza le cui gesta malvage si ispirano alle piaghe d’Egitto ed aspirano a vendicare la consorte disgraziatamente deceduta. Con il grande Vincent Price come protagonista: film senza tempo, inutile spenderci troppe parole, va visto.

18) L’orrore del dolore auto-inflitto: Hellraiser

Il primo lavoro di Clive Barker sui diabolici Supplizianti – anche qui capostipite di una serie che ha detto forse fin troppo, negli anni – non può mancare nella lista di horror da vedere “costi quel che costi”. Insostenibili picchi di violenza a fronte di una storia che mescola fantasia pura e sanguigna realtà; vagamente scontato nel finale, è una visione a mio avviso necessaria e soddisfacente. Un uomo trova una misteriosa scatola che dovrebbe permettergli il passaggio ad una dimensione parallela di estremo piacere; il fratello entrerà presto in contatto con lui …

19) L’orrore della maturità: Il tunnel dell’orrore

Un film poco noto di Tobe Hooper, anche in questo caso, che pero’ ha finito per fare scuola: via di mezzo tra slasher e horror puro, una favola nera che omaggia abilmente i classici ed ha il merito di aver creato uno dei cattivi meglio caratterizzati della storia (per la cronaca: non si tratta del solito clown!). Strano, tutto sommato, che non abbiano tirato fuori una saga anche dal signore in questione. Un gruppo di ragazzi si reca in un luna park e vi rimane accidentamente rinchiuso, scoprendo alcuni inquietanti segreti…

20) L’orrore del tuo vicino di casa: Non aprite quella porta

Ma dove vai se Leatherface non ce l’hai? Da vedere in versione rigorosamente originale (e non tutti ce la faranno, ve lo garantisco!), tutto il resto – remake, antefatti e brutte copie – è semplicemente noia. Mi rifiuto di raccontare nuovamente la trama visto che dovrebbe essere nota a chiunque nell’universo…

21) L’orrore dei vacanzieri in giro senza cellulare: La casa

Merita una visione sia il primo che il più ironico secondo: di fatto questo film ha il merito di consacrare la moda del film artigianale come prodotto ad ampia diffusione. Libri maledetti, alberi animati, botole infernali: un luna park del terrore che stava riaprendo i battenti giusto in quegli anni. Si consolida una tendenza, quella delle case “possedute”, che non sarà affatto smarrita negli anni ed influenzerà film di ogni genere. Vi sembra poco?

22) L’orrore del potere: Maniac Cop

Altro personaggio cattivo partorito dai convulsi anni 80 dell’orrore, forse dimenticato dai più ma in un’eccellente forma all’interno di questo film. Si apre e si chiude, ti passa addosso e poco dopo hai quasi voglia di rivederlo… Ennesima prova di come l’horror possa ambientarsi comodamente per quasi tutte le storie, qui in particolare per raccontare il disagio indotto dalla criminalità e gli abusi di potere.

23) L’orrore dell’oscurità: Them – Loro sono là fuori

Loro chi? Per scoprirlo guardate questo film: thriller a tinte horror incentrato sulla paranoia e sulla claustrofobia, ambientato in una casa sperduta (…visto che Raimi qualcosa di buono l’ha fatto?) e girato vagamente sulla falsariga della succitata strega di Blair. Non esattamente tra i miei film preferiti, ma la tensione si taglia col coltello dall’inizio alla fine e lo segnalo per questo motivo.

24) L’orrore dell’abuso: Hostel

Tacciato spesso frettolosamente di violenza gratuita (torture porn è un’etichetta ridicola e a suo modo quasi “blasfema”), mescola abilmente generi diversi – a partire dai revenge movie craveniani ad arrivare alle brutalità “classiche” di Fulci ed Argento – e si presenta come un buon film, ben girato, ben interpretato e discretamente costruito nella trama. Non per tutti gli stomaci, sia chiaro, ma a suo modo liberatorio. Il sèguito “spacca” in modo inaspettato – ve lo garantisco – e ripropone in salsa differente cose che si vedono qui per la prima volta (…più o meno). Un gruppo di ragazzi va in vacanza in Europa e nella ricerca di qualche bella figliola e di un po’ di droga si imbatte in un ostello. Forse non avevano consultato Trip Advisor prima di partire, sta di fatto che troveranno sorprese spiacevoli ad attenderli…

25) L’orrore del ritorno: La maschera del demonio

Chiude questa piccola carovana della paura il capolavoro totale di Mario Bava, girato in un bianco e nero che inventa di fatto il gotico all’italiano e suona ancora mostruosamente attuale. Si veda ad esempio la scena iniziale, in cui una donna viene marchiata a fuoco e viene inquadrato nitidamente il dettaglio della carne bruciata, mentre la tortura mediante “vergine di ferro” viene proposta in una singolare soggettiva da parte della vittima. Una storia di stregoneria e vendetta che non lascia scampo…

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