Propaganda elettorale nella Londra di fine anni sessanta

Episodio: The Naked Ant 1.12 (“Monty Python”, Ian MacNaughton, 1969)

L’episodio numero dodici del Flying Circus, il primo episodio andato in onda sulla BBC nel 1970, prima della consueta introduzioni mostra una singolare lotta tra un uomo ed un gorilla.

Si passa a Falling from a builing, ovvero due impiegati rigidi e formali che (durante l’orario di lavoro) vedono numerose persone cadere dalla finestra. Non hanno la reazione che ci si aspetterebbe (in particolare Cleese, completamente assente ed indifferente), e continuano imperterriti nelle proprie attività, finchè non scommettono sul prossimo che cadrà. Subito dopo il consueto intermezzo animato di Gilliam, arriva Spectrum – Talking About Things: parodia di talk show delirante in cui il conduttore propone un ossessivo gioco di parole che cerca di interrogarsi sul significato di ogni singola parola. Mr. Hilter and the Minehead by-election è il miglior momento della puntata: una coppia di miti pensionanti che vengono introdotti dalla padrona di casa ad uno degli ospiti, Hitler in persona (o meglio Mr. Hilter, in incognito). I piani di occupazione militare del führer sono quindi messi a dura prova da una normale conversazione informale, per poi passare ad una singolare storia alternativa, ovvero Mr Hilter che cerca di fare propaganda elettorale in un quartiere londinese, ovviamente con scarsissimo successo.

Silly Voices at the Police station parte da una semplice denuncia alla polizia ma con una singolarità: ogni personaggio è in grado di sentire ad una frequenza o ad un tono diverso dagli altri, per cui gli interlocutori sono costretti a cambiare tonalità ad ogni battuta, a seconda di chi si rivolgono. Upper Class Twit of the Year è abbastanza noto in Italia in versione cinematografica come la gara del borghese più stupido, una demenziale sfida tra inglesi imbranati dal tardo comprendonio, che prevede slacciare un reggiseno a dei manichini, farsi una foto con delle ragazze senza far cadere le vivande dal tavolo, correre in linea retta e in conclusione riuscire a spararsi prima degli altri. Ken Shabby racconta la storia di un rozzo individuo dai modi brutali che vorrebbe sposarsi con la figlia di un nobile signore (Connie Booth, all’epoca moglie di John Cleese), senza che questi abbia nulla in contrario. How Far Can a Minister Fall?, poi, fa vedere un ministro in campagna elettorale che precipita nel vuoto ed è costretto a proseguire il programma appeso ad una corda. Nobody Has Anything Else to Say chiude l’episodio numero 12 mostrando di nuovo tutti i personaggi visti nella puntata, che rispondono “no” alla domanda del titolo.

Le 45 puntate del Flying Circus sono disponibili, in inglese sottotitolato in italiano, all’interno di un bel cofanetto in 7 DVD, che trovate facilmente su Amazon: Monty Python’s – Flying circus (complete series).

Non fai più ridere, mi spiace

Episodio: You’re No Fun Anymore 1.7 (“Monty Python”, Ian MacNaughton, 1969)

Trasmesso il 30 novembre 1969 e registrato nel mese precedente, l’episodio numero sette del Flying Circus sembra mettere le mani avanti: non fa più ridere come prima, e lo mette in chiaro fin dal titolo. Che poi si tratti del consueto gioco meta-filmico dei Python c’è poco da discutere, e resta inteso che è solo uno scherzo, per quanto le trovate siano forse leggermente inferiori rispetto alla media dei precedenti. C’è comunque da osservare, in questa sede, la presenza di riferimenti specifici all’horror ed alla fantascienza, con un probabile riferimento parodistico alla serie Twilight’s Zone (Ai confini della realtà) e ad un celebre cult degli anni 50, questa volta con Donna Reading – già vista nei film Loophole e Il grande inquisitore – come special guest.

Camel Spotting ci introduce all’intervista di un avvistatore di cammelli, che ovviamente non è mai riuscito a vederne uno in vita sua. Subito dopo è la volta di You’re No Fun Any More, come accennavo il più classico dei meta-titoli – che si fa ripetere parossisticamente dai vari personaggi, nelle situazioni più diverse e slegate tra loro (incluso quella con un vampiro). La mia idea è che ci fosse consapevolezza, già in questa fase, da parte del gruppo del rischio di ripetersi o annoiare il pubblico, preoccupazione in parte eccessiva ma sostanzialmente confermata dalla seconda metà dell’episodio. The Audit mostra una riunione tra business-men dai toni formali, che diventa immediatamente seriosa ed esasperata per via del furto di … un penny.

Science Fiction Sketch è un sotto-episodio promettente perchè riguarda, per la prima volta, la fantascienza e gli alieni: i Python decidono qui di distaccarsi dal solito canone legato a situazioni paradossali quanto sempre realistiche, per lanciarsi in una dimensione del tutto nuova – sempre col proprio stile, ovviamente. La storia si ricollega immediatamente al successivo Man Turns Into Scotsman, parodia del classico protagonista della sci-fi impegnato a salvare il mondo dalla minaccia aliena. Minaccia che ha svuotato Londra perchè trasforma, per inciso, gli inglesi in scozzesi con kilt, barba rossa e cognome in Mc. Chiaro che, in questo caso, si gioca su stereotipi più familiari ad un vero british che al resto del mondo, ma lo stile disinvolto del gruppo permette di far passare il tutto, nella peggiore delle ipotesi, come puro non-sense. Al veterano Chapman si affianca poi la Reading, perfettamente calata nella parte della co-protagonista bella e vaporosa (e che non farà altro che guardare la camera ammiccando, tra una battuta e l’altra). Tra l’altro, a questa coppia è affidata una delle più paradossali meta-battute dell’episodio: Qualcuno ha suonato alla porta? No, è solo musica di scena!

Police station prosegue la stessa storia fantascientifica mostrando una ragazza (interpretata come di consueto da un Python travestito) che va a denunciare la presenza di un biancomangiare (il dolce italiano tipico di Sardegna, Valle d’Aosta e Sicilia) durante una partita di tennis. I toni sono quelli sospettosi e diffidenti (le autorità che non credono alle segnalazioni degli extraterrestri) che si addicono al genere, ma i contenuti delle battute sono ovviamente paradossali. In questa sede il celebre dolce vuole essere una versione parodica dell’alieno arrivato dallo spazio del cult Blob – Il fluido che uccide, un classico del genere a cui questo episodio deve più di qualche dettaglio. Si chiude con Blancmanges Playing Tennis, che mostra apertamente il motivo principale della satira contro gli scozzesi, ovvero che non siano particolarmente forti a tennis (probabile riferimento alle cronache sportive d’epoca, quest’ultimo). Lo scozzese che gioca da solo a tennis si sovrappone alla scritta “non sei più divertente”, ma adesso sappiamo che l’affermazione non è da prendersi sul serio.

Ancora una volta si confermano l’originalità del gruppo, una regia solida quanto auto-ironica (ad esempio quando zooma senza motivo sulle gambe della Reading) e la capacità di collegare pezzi diversissimi tra loro, senza stonare o sembrare forzato. Tra le curiosità, è anche uno dei pochi episodi della prima serie a non presentare gli intermezzi animati di Gilliam.

Le 45 puntate del Flying Circus sono disponibili, in inglese sottotitolato in italiano, all’interno di un bel cofanetto in 7 DVD, che trovate facilmente su Amazon: Monty Python’s – Flying circus (complete series).

Pappagalli, Monty Python e la nudità frontale

Episodio: Full Frontal Nudity 1.8 (“Monty Python”, Ian MacNaughton, 1969)

L’ottavo episodio del Flying Circus, andato in onda il 7 dicembre 1969 sulla BBC, è importante perchè inaugura almeno due sketch di culto del gruppo di comici inglese: il primo è Hell’s Grannies, il secondo è naturalmente il celebre Dead Parrot sketch. Seguire la puntata passo-passo è interessante da un punto di vista filologico, perchè – come quasi sempre accade – è incredibile constatare (ancora una volta) quando fosse lucida (e a suo modo coerente) la narrazione “a flusso di coscienza” dei Monty Python.

Si parte da una serie di opinioni dell'”uomo della strada” sul tema della puntata (la nudità frontale completa, che naturalmente rientrerà nelle promesse non mantenute) e si arriva una serie di immagini storiche dell’esercito inglese, per poi pervenire all’episodio di apertura, Army Protection Racket: un militare che ammette di voler lasciare l’esercito dopo un giorno perchè ammette di essere un codardo (non certo un pacifista). Subito dopo due gangster (i fratelli Vercotti) vanno a fare visita al colonnello per minacciarlo, ma lo sketch non si risolve perchè il Colonnello – coerentemente col proprio personaggio – interrompe tutto: si lamenta perchè le sue battute non fanno ridere (e continuerà a farlo anche in seguito, da surreale deus ex machina). Naturalmente si tratta di meta-umorismo nella sua più elevata raffinatezza, che ci ricorda un clown che nasconde un viso da clown sotto la propria maschera. Vox Pops on Full Frontal Nudity riprende l’argomento iniziale, affidandoci il parere di una coppia omosessuale e di un vero british, passando per un critico d’arte (Art Critic – The Place of the Nude) il quale non riesce a non parlare di sesso (interrotto da Katya Wyeth che fa una battuta banale, e viene stroncata sul momento). C’è il tempo per un breve intermezzo con la Venere di Botticelli animata, tra le cose più considerevoli della puntata.

Buying a Bed è una follia comica che racconta di due novelli sposi, i quali vorrebbero comprare un letto e sono costretti ad interloquire con personaggi dai singolari difetti: le dimensioni riferite vanno calcolate sul momento, secondo bizzarre regole, e soprattutto non bisogna mai pronunciare la parola “materasso” altrimenti il titolare metterà un sacchetto di carta in testa. Successivamente Hermits immagina cosa succederebbe se degli eremiti parlassero tra loro con il gusto del gossip di due vicine di casa affabili, mentre Dead Parrot sketch è un autentico cult dei Monty Python: un cliente reclama presso un negozio di animali di aver comprato un pappagallo norvegese morto, mentre il venditore insiste che stia solo dormendo (o che abbia “nostalgia dei fiordi”). Se da un lato si segnala l’uso magistrale di eufemismi per indicare la morte da parte di John Cleese (che qui interpreta Mr Praline), alla base dello sketch sembra esserci un noto esercizio di recitazione: due attori devono improvvisare un dialogo senza ripetersi, ma spingendo l’altro a farlo (una versione ancora più elaborata di questo esercizio è fatta da Tom Stoppard nel film Rosencrantz e Guildenstern sono morti, del 1990). The flasher immagina un “maniaco con l’impermeabile” quasi brechtiano (indossa un cartello con su scritto “Boo!“), mentre Hell’s Grannies è un’ennesima perla di umorismo ad “inversione dei termini”: una banda di anziane signore terrorizza gli abitanti di Londra, motociclisti inclusi. Senza dimenticare le bande di rapitori bambini (adulti vestiti da neonati) e la terribile banda dei segnali “tenere la sinistra”.

Ancora una volta ritmo, idee e contenuti sono di altissimo livello, ed i Python non deludono. Episodio senza dubbio tra i migliori della prima produzione.

Le 45 puntate del Flying Circus sono disponibili, in inglese sottotitolato in italiano, all’interno di un bel cofanetto in 7 DVD, che trovate facilmente su Amazon: Monty Python’s – Flying circus (complete series).

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