Ai confini della realtà: Da oggi si cambia (The Twilight Zone, 1985) / W. Craven

Wes Craven dirige Bruce Willis in questo splendido episodio della seconda stagione, che vede protagonista l’attore de “Il Sesto Senso” in un’inedita (ed atipica) doppia interpretazione di se stesso. In Shatterday (titolo originale che significa approssivativamente “il giorno infranto”) Peter Jay Novins, uomo di successo americano, siede in un bar e chiede di poter fare una telefonata. Per errore compone il numero di casa propria, dove risponde inaspettatamente qualcuno: con sua grande sorpresa, egli sta parlando al telefono… con se stesso!
Il suo alter-ego si mostra particolarmente sprezzante nei suoi confronti, e dopo essersi capacitato che non si tratta di uno scherzo non riesce a trovare la forza di fare i conti con… se stesso. Il “gemello” peraltro lo critica ferocemente, in particolare evidenziandone vigliaccheria ed egoismo.

Quello che si vede nel seguito è lo smarrimento del protagonista, che si isola progressivamente dal mondo ed un significativo (e toccante) incontro finale tra i due “io”. Willis è stato in grado di reggere un doppio personaggio così complesso per tutta la durata dell’episodio, e già la sua presenza – di fatto – fornisce valore aggiunto allo stesso.

Non spreco elogi per il regista di Nightmare perchè mi sembrano semplicemente superflui: basti anche solo considerare intelligenza, sottile ironia, e perizia con la macchina da presa, che rimangono i tratti salienti di quanto emerge sullo schermo. La situazione paradossale, lungi dal rimanere astratta, si concretizza in una dura lezione morale per l’uomo protagonista e per l’uomo in generale: a volte bisogna dare dei tagli, anche molto dolorosi, ma necessari, perchè questo è lunico modo per evolvere e non fossilizzarsi.

“Peter Jay Novins, vincitore e vinto al tempo stesso, e la sua lotta per la custodia della sua anima. Un uomo che si è perso, e si è ritrovato… in un campo di battaglia vuoto, da qualche parte nella Zona Oscura”