Come è stato coltivato l’amore durante il lockdown: il caso elvetico

Come è stato coltivato l’amore durante il lockdown: il caso elvetico

Il lockdown, purtroppo, è stato un elemento ostativo per moltissime coppie, che, a causa delle misure di distanziamento sociale imposte per evitare il propagarsi del contagio, sono state costrette a vivere lontane. Una situazione particolarmente spiacevole, soprattutto nella fase spensierata del fidanzamento, momento in cui l’innamoramento, a detta degli psicologici, è ai livelli più elevati.

Non è casuale, di conseguenza, che durante il lockdown il desiderio sia aumentato esponenzialmente, consolidando, paradossalmente, i rapporti di coppia. “La lontananza sai, è come il vento”, cantava Domenico Modugno, uno dei più grandi interpreti di tutti i tempi della musica italiana. E l’emergenza sanitaria, in tal senso, non ha fatto altro che rendere ancora più forte il sentimento delle coppie realmente innamorate.

La connessione Internet: il problema principale per un matrimonio ai tempi del Covid-19

In altri casi, invece, alcuni uomini, sia single che impegnati, hanno approfittato della opportunità da alcune professioniste, come ad esempio le escort Torino, che, durante il lockdown, hanno allietato i loro clienti con divertenti e stuzzicanti webcam, rendendo meno noioso e frustrante il periodo di “arresti domiciliari” al quale sono stati sottoposti. Un successo inatteso, che ha consentito anche alle professioniste di questo settore di compensare, in parte, le minori entrate economiche causate dal lockdown.

Le relazioni intime ai tempi del coronavirus, però, sono state coltivate nei modi più disparati ed inimmaginabili. Un caso inequivocabile, in tal senso, viene fornito dalla vicina Svizzera, a dimostrazione che i cugini elvetici, in quanto ad intraprendenza e fantasia, non sono secondi agli italiani. Quanto avvenuto nel Cantone di Vaud è davvero unico e particolare, ma testimonia come l’amore, spesso, è più forte di qualsiasi cosa. Virus compreso.

In questo incantevole angolo della federazione elvetica, infatti, una coppia di sposi, Samantha e Hugo, sono convolati a nozze grazie ad internet, un matrimonio, legalmente valido, avvenuto in questo modo alquanto singolare. Il problema principale degli sposi non riguardava l’acconciatura piuttosto che il vestito: il timore, in questo caso, era relativo ad eventuali problemi di connessione alla grande rete telematica.

La stessa Samantha, d’altronde, ha ammesso come il desiderio di convolare ugualmente a nozze, nonostante da dieci giorni fossero in vigore durissime misure di distanziamento sociale, era decisamente elevato, complice anche lo stato di dolce attesa della sposa, che metterà al mondo il primogenito nel mese di agosto. Se Hugo e Samantha hanno potuto giurare reciproco amore eterno durante il lockdown, il merito è da ascrivere, soprattutto, al Cantone di Vaud.

Il Cantone di Vaud segna una rivoluzione culturale epocale

L’ufficio di stato civile, infatti, ha creato una piattaforma per consentire i matrimoni online. Non tutti i cittadini del Cantone, però, potevano usufruire di questa opzione decisamente singolare, ma estremamente importante in alcuni casi. L’amministrazione locale, infatti, ha consentito che le celebrazioni online fossero ammesse a solo tre categorie di cittadini: i malati terminali, le persone a rischio e, come nel caso di Samantha, le future mamme che fossero giunte a metà del proprio percorso di gravidanza.

Un’opzione colta al volo dalla coppia, che non ha voluto creare alcun assembramento all’interno del proprio giardino durante lo svolgimento della funzione: parenti ed amici, infatti, hanno dovuto cestinare l’invito di partecipazione ricevuto nei mesi precedenti ed accettarne uno, invece, tramite e-mail, nella quale era presente il link per poter accedere all’evento.

Le uniche persone fisicamente ammesse al matrimonio della coppia, sono stati i testimoni. E per attuare, ancor meglio, le misure di distanziamento sociale, Hugo e Samantha hanno scelto i propri genitori, che, che grazie alla presenza di tre tavoli distanziati – tra loro – di oltre un metro, hanno potuto partecipare, personalmente, ad uno dei giorni più belli della vita dei propri figli. Quello indimenticabile, però, deve ancora arrivare: l’arrivo del primo nipotino.

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